Toscani spara su Fabrica «think-tank» di Zaia

E' un Oliviero Toscani amareggiato, quello che commenta l'ultima scelta di Fabrica. Il centro di creatività di Catena da lui fondato nel 1996 per conto della famiglia Benetton, ha realizzato parte della campagna elettorale del candidato presidente Luca Zaia.
«Che Fabrica realizzi la comunicazione per l'esponente di un partito che trovo problematico per un centro che rappresenta certi valori è la dimostrazione che ha perso creatività, entusiasmo e quella voglia di entrare in un futuro che dovrebbe essere di comprensione delle tolleranze - dice senza mezzi termini il noto pubblicitario e fotografo - Il valore di Fabrica, quando c'ero io, era il valore della diversità».
Secondo Toscani sono lontani i tempi in cui Fabrica rappresentava un centro di creatività e contestazione nel cuore del Veneto e di una provincia verde Lega. L'altra sera, discutendo con sociologo Ilvo Diamanti, editorialista di «Repubblica», nel corso della trasmissione «L'infedele» su La7, si ricordavano che il direttore della Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Domenico Luciani, fu candidato contro Gentilini alle elezioni nel 1998.
«Fabrica era un centro di avanguardia e di innovazione in un Veneto dove c'era Gentilini che diceva che i neri bisognava vestirli da leprotti e sparare contro di loro» - ha continuato Toscani. Non è il fatto di lavorare per le istituzioni a venir discusso dal creativo «Ma trovo triste che lavorino ad personam, cioè per Luca Zaia - dice ancora il fotografo e creativo - Mi chiedo quale visione del futuro ci sia in scelte come questa». (l.c.)