Usl 7 condannata a risarcire


CONEGLIANO. Era entrata in ospedale per un intervento alle emorroidi, un'operazione di routine, ma si è ritrovata incontinente. Ora il tribunale ha stabilito che l'Uls 7 la dovrà risarcirle con oltre 250.000 euro. Riconosciuto anche il danno esistenziale.
Nel maggio 2003 una 32enne era entrata in ospedale a Conegliano per sottoporsi a un intervento di prolassectomia muco-emorroidaria. Ma si è ritrovata incontinente totale. Dopo una lunga serie di visite mediche e consulti da specialisti e il responso che la situazione è irrecuperabile, la giovane ha fatto causa all'Usl 7 guidata da Angelo Lino Del Favero. Falliti i vari tentativi di transazione infatti nel giugno 2007 si è aperta la causa civile al tribunale di Conegliano. L'azienda sanitaria ha però sostenuto che la causa dell'incontinenza non fosse imputabile all'errore durante l'operazione, ma a un incidente stradale successivo. «Oltre a non aver neppure fatto le scuse, l'Usl ha in pratica accusato la mia assistita di voler truffare l'assicurazione - dice l'avvocato Nicola Todeschini - peccato che fosse dipendente della stessa Usl 7 il medico legale che aveva rilevato il banale colpo di frusta dovuto all'incidente e presieduto la commissione per l'accertamento dell'invalidità civile che ha attribuito la colpa dell'incontinenza all'errore dei medici». Dopo gli accertamenti del consulente tecnico d'ufficio, è arrivata la sentenza. L'Usl 7 dovrà risarcire con oltre 250.000 euro la donna. Il giudice Deli Luca ha inoltre riconosciuto, oltre al danno morale e biologico (35 punti di invalidità), anche quello esistenziale, aumentando il risarcimento previsto del 60%. «Si tratta di una sentenza che farà scuola - aggiunge Todeschini - è stato riconosciuto il danno esistenziale, ovvero il danno subito nella sfera delle attività della realizzazione personale. La donna ha infatti una serie di limitazioni nella vita quotidiana, nella sfera sessuale, sportiva, sociale, legate alla grave incontinenza».

Salima Barzanti