Risiko immobiliare, stop dalla Corte

Dura batosta per i piani immobiliari di Ca'Sugana. La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l'articolo del dl 112/2008 che permette il cambio di destinazione urbanistica degli edifici inseriti nel piano alienazioni. E' la norma su cui si basa tutto il risiko immobiliare con Fondazione Cassamarca e la Provincia di Treviso.
Ma anche quella su cui si fondano gli accordi per la nascita della Cittadella Sanitaria al Ca'Foncello. La sentenza è del 16 dicembre e parte dal ricorso contro il decreto sullo «sviluppo economico» fatto da quattro Regioni: Veneto, Toscana, Emilia e Piemonte. Sotto accusa l'articolo 58, comma 2, che permetteva alle amministrazioni pubbliche (in questo caso il comune) di definire un piano di vendita dei propri immobili in disuso che funzionasse da variante urbanistica con il solo via libera del consiglio comunale, senza passare attraverso la Regione. Accogliendo parte dei ricorsi la Corte Costituzionale ha dichiarato «illegittima» la possibilità di cambiare la destinazione d'uso degli immobili scavalcando l'organo superiore. «La norma - scrive la Corte - escludendo che la variante debba essere sottoposta a verifiche di conformità, introduce una disciplina non finalizzata a prescrivere criteri e obiettivi, ma si risolve in una norma che non lascia margini d'intervento al legislatore regionale, in contrasto con il parametro costituzionale». Per Ca' Sugana è una batosta. Con il piano alienazioni redatto grazie all'articolo 58, l'amministrazione ha messo sul mercato tutto il complesso immobiliare di piazza Duomo (ex tribunale, ex carceri, ex comando dei vigili ed ex giudice di pace), cambiandone la destinazione d'uso da «servizi» a residenziale e recettiva (ovvero case e albergo) secondo gli accordi presi con Fondazione Cassamarca, l'acquirente predefinito di tutto l'immobile. E' la mossa che innesca il «risiko immobiliare». E che ora risulta, di fatto, illegittima. Stessa cosa per quanto riguarda altri due edifici: Palazzo Moretti e l'Ex Eca, oggi uffici, dormitorio, mensa per i poveri e Telefono Azzurro, un domani appartamenti di lusso. Li la variante è stata fatta in virtù degli accordi presi con l'azienda sanitaria di Treviso (cui sarebbero stati ceduti i due palazzi) per la realizzazione della Cittadella Ca'Foncello. Ora il banco salta. Telefoni bollenti e riunioni. Muraro da Gobbo, l'assessore al bilancio Fulvio Zugno che sente Fondazione cosi come fa la Provincia. Poi l'ordine: calma. «Aspettiamo di vedere se la decisione viene impugnata - dice Zugno - in caso contrario riorganizziamo l'operazione, ma non salta nulla». L'accordo resta. «Il piano alienazioni accelerava i tempi - spiega Marzio Favero, assessore al patrimonio della Provincia - se non si può utilizzare faremo le varianti del caso secondo vecchia norma». «Perché il Comune non si è fermato pur sapendo che era in corso un esame della norma da parte della Corte Costituzionale? - attacca Gigi Calesso, Un'altra Treviso - Perché non si sono usate varianti comuni, che avrebbero permesso pareri dei cittadini?».

(Federico de Wolanski)