Mauro attacca maxirisiko e De Poli

Il grande «risiko» immobiliare tra Comune, Provincia e Fondazione Cassamarca, con l'appoggio della Camera di Commercio - il super-patto che governa di fatto lo sviluppo urbanistico - non sta seguendo la rotta stabilita a suo tempo fra i firmatari. Denuncia dell'opposizione? No, a dirlo senza mezzi termini è nientemeno che il capogruppo del Pdl a palazzo dei Trecento, Giuseppe Mauro. E' andato a rileggersi il documento programmatico approvato dal consiglio comunale nell'ultima seduta della passata legislatura, il 26 febbraio 2008, e non ha gradito.
Dopo un anno e mezzo, i conti a Mauro non tornano. Nel frattempo è entrato in maggioranza, ma questo non gli ha impedito di diffondere una nota ben poco diplomatica, che chiede a giunta e Lega in primo luogo un immediato stop - lui lo chiama pit stop come in Formula 1 - e una verifica politica al patto della «Treviso Area Metropolitana». Avvisati anche gli altri interlocutori, De Poli in primis.
«Mi sembra indispensabile, nel momento in cui vedo avanzare e concretizzarsi gli interessi privatistici, per carità legittimi, ma non vedo svilupparsi con altrettante celerità i progetti e le attese di ricaduta pubbliche - attacca Mauro, sacconiano doc - non è che tutto si stia trasformando in una banale scambio di valori immobiliari? Se è cosi, mi viene da pensare che anche le polemiche sul centro siano nate ad arte, per coprire i veri problemi. Se a San Giuseppe deve nascere un nodo intermodale, con il nuovo scalo merci, il nuovo aeroporto, nuove infrastrutture, non posso vedere a tutt'oggi solo cittadelle dello sport e del divertimento, inizative private...». Un messaggio alla Lega? «Siamo nella maggioranza, dopo 18 mesi ci si deve parlare e vedere quel documento. Cosi com'è, è superato, va aggiornato ma soprattutto ci si deve chiarire le idee». Nel mirino, è evidente, finiscono anche i progetti sull'area di San Giuseppe, in primis le cittadelle Taurus della Tresor e «Treviso Servizi» della Cappelletto Andreina fu Giuseppe. Ma Mauro ne ha anche per Fondazione Cassamarca e per Dino De Poli. «L'articolo 7 dell'accordo, siglato dal presidente di Fondazione, stabilisce che Fondazione si impegna a contribuire alla realizzazione del nuovo velodromo - puntualizza Mauro - Ma cosa e quanto ci dobbiamo spettare? Può il Comune chiedere il rispetto di questo punto, e le risorse per far compiere all'impianto un salto di qualità a struttura multidisciplinare e polo fieristico-espositivo? O per supportare questo polo con adeguate infrastrutture viarie?».
A preoccupare Mauro gli ultimi segnali giunti da Ca' Spineda. «Il centro di Ca' Tron è stato chiuso, le università protestano con Fondazione per il rispetto degli impegni finanziari, l'università è stata ridotta all'ex distretto, ora forse anche attorno a villa Franchetti. De Poli ha fatto molto per la città, ma lui aveva detto altro, a suo tempo. L'impegno su ricerca e cultura va mantenuto».
Cosa chiede il Pdl trevigiano? «A noi il progetto piace, sia chiaro, ma deve rispettare in pieno le sue premesse, cioè rendere fruibili per i cittadini di Treviso e della grande Treviso, almeno 15 Comuni interconnessi, fra loro servizi e opportunità importanti - conclude Mauro - dall'università ai centri di ricerca, dalla viabilità a trasporti efficienti, e ancora parchi urbani, strutture polifunzionali, per un'economia turistica e non solo. Il guaio è che sin qui le certezze sembrano essere solo il nuovo 'Canova" con gli investimenti per il salto di qualità e un altro pezzo di tangenziale. Troppo poco». (a.p.)