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Porto Tolle, la Ue stanzia 100 milioni per la centrale

 ROVIGO. La Commissione europea ha approvato ieri lo stanziamento di un miliardo di euro per sei progetti di cattura e stoccaggio di carbonio (Ccs), considerata una delle tecnologie necessarie per ridurre le emissioni.
 Nella rosa dei progetti che ieri hanno avuto il via libera da Bruxelles, anche l’impianto che sorgerà a Porto-Tolle, in provincia di Rovigo, su iniziativa di Enel Ingegneria e Innovazione. Il contributo europeo accordato al progetto italiano ammonta a 100 milioni di euro, contro un costo medio complessivo per un impianto di Ccs, stimato dagli esperti della Commissione europea, in circa un miliardo di euro.
 Già nei prossimi giorni, l’esecutivo europeo invierà la documentazione all’Enel per concludere l’accordo. E dal primo gennaio potrebbero iniziare ad arrivare i fondi comunitari, compreso il rimborso delle spese già affrontate dallo scorso 15 luglio dall’Enel per portare avanti le fasi del progetto sovvenzionato da Bruxelles. A Porto-Tolle, come noto, verrà riconvertita l’attuale centrale a carbone: un progetto, che sta vivendo una lunga gestazione, che porterà la potenza produttiva del sito a 660MW.
 La cattura riguarderà l’emissione dei gas corrispondenti alla produzione elettrica di 250 MW, mentre per quanto riguarda lo stoccaggio del carbonio verrà effettuato in una vicina falda acquifera salina offshore.
 Oltre al Porto Tolle, gli altri cinque progetti approvati dalla Commissione europea per il Ccs, tutti sovvenzionati con 180 milioni di euro, sorgeranno in Germania, Olanda, Polonia, Spagna e Gran Bretagna. «Questi progetti sono i primi per cui vengono stanziati fondi pubblici», ha detto il commissario Ue all’energia Andris Piebalgs, che prevede la realizzazione nel complesso di 15 impianti entro il 2015 e lo sfruttamento commerciale della tecnologia già a partire dal 2020.
 Accanto ai finanziamenti per gli impianti Css, oggi sono stati stanziati fondi comunitari del piano energetico europeo di rilancio dell’economia, anche per un’altra forma di energia verde molto promettente, quella dell’eolico offshore. La Commissione ha deciso di finanziare con 565 milioni di euro nove progetti. Questi ultimi saranno tutti realizzati nei mari del nord Europa, particolarmente ventosi e con bassi fondali.