E' morto Simioni, il misterioso "grande vecchio"

ROMA.Corrado Simioni, il misterioso e controverso personaggio veneziano che molti, negli '70 e '80, ravvisarono nelle allusioni di Bettino Craxi ad un 'grande vecchio" del terrorismo italiano, è morto nel sud della Francia. La scomparsa di Simioni è avvenuta nell'ottobre del 2008, ma a scoprirlo è stato il giornalista Giovanni Fasanella, che lo ha annunciato in una nota pubblicata sul suo profilo di Facebook. «Quando si parla del 'grande vecchio" - disse Bettino Craxi nel 1980 - bisognerebbe riandare indietro con la memoria, pensare a quei personaggi che avevano cominciato a far politica con noi... e che poi, improvvisamente sono scomparsi».
E molti ravvisarono nel personaggio descritto da Craxi il ritratto di Corrado Simioni, ex militante socialista e poi fondatore a Parigi della discussa scuola di lingue «Hyperion» (1976) e considerata un punto di collegamento tra gruppi del terrorismo internazionale e legata a servizi segreti. Simioni, con Duccio Berio e Vanni Mulinaris era stato il fondatore del Superclan, una struttura con il mito della segretezza, staccatasi dal nucleo originario delle Br. Di esso avevano fatto parte Moretti e Gallinari, due dei protagonisti del caso Moro. L'Hyperion entra nell'inchiesta del giudice Calogero sui presunti collegamenti tra Autonomia operaia e il terrorismo, poi smontata.
L'Hyperion era presieduto da Francoise Tuscher, nipote dell'Abbé Pierre e sposata con Innocente Salvoni, altro «emigrante» italiano coinvolto nelle prime fasi delle indagini sulla strage di via Fani. E subito l'Abbé Pierre interviene in favore di Salvoni. La scuola di lingue parigina, che aveva ampie disponibilità finanziarie, aveva tra l'altro aperto due sedi a Roma poco prima del rapimento di Aldo Moro e le aveva poi chiuse poco dopo la conclusione di quella vicenda.
Fasanella racconta su Facebook la dinamica della sua scoperta. Quasi due anni fa era riuscito a rintracciarlo grazie a un amico che si era appassionato alla figura del fondatore dell'Hyperion proprio leggendo alcuni dei libri di Fasanella. «Simioni - scrive Fasanella su Facebook - si era rifugiato nella campagna di Truinas, nella Drome, Sud-Est francese, dove gestiva un B&B insieme alla sua compagna Giulia Archer». Fasanella aveva telefonato diverse volte. «Un giorno - scrive ancora Fasanella - gli chiesi di vederlo. Era sospettoso, sembrava quasi che avesse paura di parlarmi, mi disse che aveva avuto un infarto e lasciò tutto nel vago. Quella fu la prima ed unica volta che riuscii a parlare al telefono con Simioni».
«Diversi giorni fa - aggiunge Fasanella - ho avuto la notizia della sua scomparsa via e-mail, su Facebook. Era di un altro mio lettore. Anche lui aveva voluto conoscere Simioni ed era andato in vacanza a Truinas. Erano diventati quasi amici. Dopo la sua morte, non era più tornato. Gli ho chiesto qualche riscontro. Mi ha fatto avere l'atto di cessazione dell'attività di B&B, stipulato il 31 dicembre del 2008 alla camera di commercio di Roman sur Isere, per l'avvenuto decesso dell'unico socio, Corrado Simioni. Un altro riscontro l'ho avuto parlando con il fratello di Giulia Archer».
Corrado Simioni, intellettuale, esperto di Pirandello, era nato a Venezia nel 1934. Si era poi trasferito a Milano dove aveva svolto attività politica nella federazione giovanile del Psi. Nel 1963 però viene espulso per una imprecisata «indegnità morale». Nella sua storia ci sono poi un lavoro per l'Usis (un ente informativo degli Usa), lo studio della teologia a Monaco di Baviera, il ritorno in Italia e il tentativo, fallito in un primo tempo, di egemonizzare il nascente terrorismo di sinistra italiano. Poi Simioni si trasferisce in Francia. Uno dei fondatori delle Br, Alberto Franceschini, ha detto ripetutamente di ritenere Simioni un agente della Cia.