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Liquami, la protesta è su Facebook


di Daniele Quarello
 CASTELFRANCO. Vasca liquami a Campigo: la protesta corre su Facebook. Dopo la mobilitazione del comitato frazionale, che ha già raccolto oltre 1400 firme contro il nuovo impianto in via di realizzazione in via Alture, la rivolta dei residenti ora prende una nuova strada.
 Per dire no alla vasca per lo stoccaggio dei liquami è nato un gruppo su Facebook che ha già raccolto più di 350 adesioni. «No alla vasca di stoccaggio liquami a Campigo»: è il nome del gruppo partito dall’iniziativa di alcuni residenti. «Bisogna impedire che venga realizzata la vasca adibita allo stoccaggio di liquami provenienti dall’allevamento di maiali che dovrebbe essere realizzata in via Alture a Campigo, a poche decine di metri dalle abitazioni e dal centro - si legge nel sito web - Il liquame verrebbe stoccato in attesa che arrivi la primavera per poi essere smaltito nei campi. Oltre a rischi per la salute, odori e inquinamento delle falde, mancano le infrastrutture che consentano il passaggio delle autobotti». Insomma le motivazioni già addotte in più occasioni dai residenti. Nel gruppo si fa anche riferimento alla visita effettuata giovedì scorso da alcuni rappresentanti del comitato frazionale a un impianto simile a quello in via di realizzazione a Campigo, che si trova a Romano di Lombardia (Bergamo). Visita a cui hanno partecipato anche i consiglieri comunali di opposizione Stefano Marcon (Lega), Livio Frattin e Bernardino Spaliviero (Pd). L’impianto in questione, benché chiuso ed ermetico, presenta 10 sfiati aperti periodicamente con relativa dispersione di cattivi odori. Il comitato frazionale ha presentato nei giorni scorsi un esposto alla Procura della Repubblica di Treviso, inoltrato anche al sindaco Maria Gomierato, al Noe, all’Arpav e ai consiglieri comunali, con cui si chiede l’immediato blocco dei lavori. L’annuncio è stato dato durante l’assemblea tenutasi giovedì sera al Café Centrale Ambrosi, cui hanno preso parte diverse i residenti e molti esponenti politici. A invitare alla calma la folla inferocita è stato il consigliere regionale Amedeo Gerolimetto. «Ci sono gli elementi sufficienti per dire che una struttura del genere non può essere realizzata lì», ha garantito. Al momento i costruttori hanno ottenuto un’Aia provvisoria dalla Provincia, che non fa però alcun riferimento al sito di via Alture. Manca uno studio idrogeologico dell’area, che secondo il prg vigente, è necessario per qualsiasi intervento in zona agricola estensiva delle risorgive. Ora i cittadini si sono dati appuntamento per domani alle 19 in municipio per la commissione congiunta ambientale-urbanistica che discuterà della vasca in previsione del consiglio comunale di giovedì.