04 giugno 2009 —
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sezione: Provincia
MOGLIANO. A pochi giorni dal voto le polemiche sulla moschea infiammano la campagna elettorale. È emerso così il paradosso di queste elezioni amministrative. Con 9 candidati sindaci, e 16 liste, tutti hanno deciso di presentarsi al voto per conto proprio. Tutti tranne uno, lex sindaco di centrosinistra Giovanni Azzolini, ripudiato dagli ex alleati, ha scelto uninedita alleanza con la Lega Nord. Gli è bastata però una tiepida apertura al dialogo con la comunità islamica per subire la censura del Carroccio. Immediato il dietro front: «La moschea a Mogliano non si può fare».
Tutto è nato durante un dibattito pubblico. Un cittadino si alza e chiede: «Azzolini come affronterà il tema della moschea e dellintegrazione?». La prima risposta («Se trovano unarea adatta e pagano di tasca loro, ne possiamo parlare») viene poi riformulata nei giorni seguenti: «Ho spiegato solo una procedura», «Attualmente non è possibile farla», «Non concederemo varianti». Alla fine, dopo tensioni e precisazioni, è apparso chiaro a tutti che dietro cè una strategia: agli elettori di sinistra si danno risposte di sinistra, a quelli di destra risposte di destra. Il tema ha però offerto il pretesto al Pdl per attaccare: «Lega e Azzolini sono destinati al commissariamento» (Lucia Tronchin).
Le elezioni del prossimo week end servono a ridare alla città una guida politica, dopo un lungo periodo di commissariamento. Alle elezioni amministrative si presentano tutti i principali partiti nazionali, più un ricco arcipelago di liste civiche. A dominare la campagna elettorale sono gli ex. Giovanni Azzolini è lex sindaco dellUnione, nel 2006 era appoggiato da Rifondazione Comunista, Verdi, Repubblicani Europei, Italia dei valori, Ds, Margherita, Rosa nel Pugno e due civiche: la Lista Insieme e la lista Azzolini sindaco e Giovani per Mogliano. Rita Fazzello è lex vicesindaco, fu scelta da Azzolini. La storica esponente Ds, già assessore delle giunte rosse dei primi anni 80, ha rotto con il Pd e si presenta con lappoggio di Italia dei Valori, Socialisti Italiani, Repubblicani Europei, Sinistra Moglianese e Mogliano Democratica. Anche lex assessore al bilancio della giunta Azzolini, Donata dalla Valle, ha deciso di scendere in campo in solitaria, corre con la lista civica Sostiene Mogliano. Si presenta agli elettori anche Rifondazione Comunista che propone come candidato sindaco Orazio dalla Tor, e che ha tra le sue fila anche uno dei leader storici del Pci moglianese, lex sindaco Ugo Bugin. Walter Tressoldi, della lista a cinque stelle certificata Beppe Grillo, torna alla ribalta dopo i consensi scarsi ricevuti nel 2006 dalla sua lista civica Viva Mogliano Veneto Viva. Nessuno di questi candidati, malgrado molti facciano riferimento allarea del centrosinistra ha deciso di partecipare alle primarie Pd. Lo ha fatto invece Roberto Zago che oggi gode del supporto del Partito democratico e della sua lista civica «Mogliano Volta Pagina». Nel centrodestra sfilano Arthur Carponi Schittar, candidato a soli 25 anni con lUdc più la civica Legalità e Benessere, Lucia Tronchin per il Pdl ed Egidio Berengo appoggiato dallomonima lista civica. Le elezioni moglianesi sembrano dunque un concorso pubblico: 294 aspiranti per 20 posti da consigliere e 9 per un posto da sindaco. Daltronde la posta in gioco è alta: il sesto comune della Marca è da sempre una roccaforte del centrosinistra. Per la Lega Nord piantare una bandiera verde su questo comune significherebbe stravolgere i rapporti di forza con il Pdl e fare un passo in avanti verso la presidenza regionale. In questo contesto si inserisce Giovanni Azzolini che dopo essere stato scaricato dalla componente maggioritaria del Pd si è sempre tenuto con le mani libere. Il ministro leghista Luca Zaia, annunciando lalleanza, lo ha definito come un «cavallo di razza». Rimanendo in tema equino, può anche essere considerato come un «cavallo di Troia» utile al Carroccio per espugnare una delle ultime roccaforti del centrosinistra.
Ma oltre agli interessi politici non mancano quelli economici. Dopo decenni di polemiche sta per partire un piano di recupero, quello dellarea Macevi, di ben 73mila metri cubi: la prossima amministrazione ridisegnerà il centro storico: appalti e sub appalti, o eventuali nuovi progetti, potranno fare la felici molti imprenditori. Ma il futuro sindaco avrà sul tavolo molte altre questioni: la programmazione urbanistica, le opere di mitigazione al passante e la relativa viabilità, la lotta contro linceneritore previsto a Bonisiolo (solo Egidio Berengo si è detto favorevole), la soluzione dei nodi che affliggono listituto Gris, la creazione di una casa di riposo, il rapporto con i dipendenti che sono sullorlo dello sciopero, i debiti della società partecipata Spl, la riqualificazione delle cave di Marocco.