Calunnia per il caso de Kunkler

MOGLIANO.Sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di calunnia Luciano Tonietti e Egide Tonetto, rispettivamente amico e governante del barone Pier Adolfo de Kunkler. A denunciarli era stato Federico Carlo Bianchi, erede del barone defunto. E' una vicenda complessa che parte da molto lontano e che riguarda la morte del barone de Kunkler e la sua eredità. A dare il via alle indagini era stato il memoriale dell'ex governante. Era poi stata archiviata l'inchiesta sulla morte del barone Pier Adolfo de Kunkler. Il nobile, proprietario di un'omonima villa moglianese, mori il 21 aprile 2000 lasciando un testamento in cui nominava erede universale un lontano cugino ora residente nella villa. Dopo il decesso, la Procura di Venezia prima e quella di Treviso successivamente, indagarono su una presunta circonvenzione d'incapace: si sospettava che qualcuno avesse forzato la volontà del nobiluomo al momento della stesura del testamento approfittando di condizioni mentali alterate. L'inchiesta, dopo una consulenza che stabili la lucidità di de Kunkler, si chiuse con un'archiviazione. A distanza di 7 anni, il caso era stato riaperto. E questo perché nel novembre del 2006 l'anziana governante del barone, la signora Egide Tonetto di 86 anni, ha consegnato alla Procura alcuni documenti da lei sottoscritti in cui si parla di un omicidio. In particolare la signora confida di aver appreso dall'infermiere professionale che si occupò per un decennio del barone, di una proposta da lui ricevuta per uccidere il nobiluomo dopo la dialisi. L'infermiere rifiutò sdegnato e il «mandante» disse allora che si sarebbe rivolto a un'altra persona. Questo, perlomeno, sostiene di aver saputo la ex governante. La Procura, di fronte alla notizia di un possibile reato, ha avviato gli accertamenti e ha sentito i conoscenti del barone. Ma non basta: un amico del barone, l'albergatore Luciano Tonietti, ha consegnato 31 documenti che, ha spiegato agli investigatori, contengono altrettante firme autografe di de Kunkler. Firme apposte tra l'86 e il '98 e che si sarebbero potute rivelarsi utili in caso di perizia calligrafica sulla sottoscrizione in calce al testamento contestato nella prima inchiesta. Ieri il giudice Zulian ha deciso il rinvio a giudizio.