13 maggio 2009 —
pagina 42
sezione: Spettacolo
Si è sbagliato Dan Brown quando ha descritto gli archivi segreti del Vaticano e il Prefetto che li dirige: nellufficio privato di monsignor Sergio Pagano non si incontrano intrighi e fanatici misteri, ma lo studio, la pignoleria dellarchivista e documenti antichi e preziosi, come la supplica del 13 luglio 1530 con cui Enrico VIII chiedeva a Papa Clemente VII di pronunciarsi sulla possibilità di divorziare da Caterina di Aragona. Il tribolato caso matrimoniale condusse in pochi anni allo scisma della Chiesa Anglicana e allinsanabile frattura del mondo cristiano.
La rarissima occasione di vedere la pergamena, corredata da 81 sigilli, nonché di entrare nellufficio del Prefetto dellArchivio Segreto Vaticano, nasce dal lavoro condotto dallArchivio e dalla Casa editrice Scrinium, la cui sede è lungo il Terraglio, a Mestre. Ieri, in anteprima per la stampa (la presentazione ufficiale ci sarà il 24 giugno, anniversario dei cinque secoli dallincoronazione di Enrico VIII) nellarchivio vaticano è stata presentata la prima copia del facsimile della Causa Anglica, petizione siglata da 83 sottoscrittori (conti, baroni, vescovi...) con cui Enrico VIII chiedeva al Papa di divorziare legittimamente da Caterina (da cui non riusciva ad ottenere figli maschi), ammaliato dagli occhi e dalle promesse di Anna Bolena. Documento di straordinaria importanza, per la sua bellezza estetica, ma soprattutto perché segna il duro confronto tra lautorità della Chiesa di Roma e la forza del regnante dInghilterra.
Nel luglio del 1530 nessuno metteva in discussione la supremazia spirituale di Roma, anche se si annunciava minacciosa la frattura. Ad Enrico serviva una decisione favorevole del Papa per annullare il matrimonio con Caterina (sposa cattolicissima già del fratello Arthur, morto dopo un anno di matrimonio), sposare Anna Bolena e garantirsi unerede maschio pienamente legittimo. Laffare segreto di Sua Maestà si trascinava dal 1527, ma Roma non dava risposte definitive; Enrico VIII decise allora di far sentire la propria potenza, inviando la missiva, pesantemente sostenuta dalle firme e dai sigilli (ceralacca e corde di seta per circa due chilogrammi e mezzo) dei pari dInghilterra, tra cui importanti esponenti del clero, come Thomas Wolsey, cardinale e arcivescovo di York. Documento rispettoso dellautorità papale, supplica, eppure nello stesso tempo intimidatorio, in particolare quando sottolinea che se il re fosse stato deluso nelle sue aspettative, una nuova autorità, capace di accogliere le nuove istanze della nazione inglese, si sarebbe contrapposta alluniversale autorità spirituale del Pontefice. Facile e nefasta previsione: mancando ogni elemento capace di rendere nullo il matrimonio, il Papa diede ragione a Caterina. Pochi anni dopo il Parlamento inglese conferì ad Enrico VIII lautorità spirituale per rappresentare una Confessione, quella anglicana, spezzando lautorità romana. Nel 1533 Enrico sposò segretamente Anna Bolena incinta: i prelati inglesi annullarono il matrimonio con Caterina, mentre il papato romano continuò a ritenerlo valido. La Bolena non riuscì ad avere figli maschi, fu processata per stregoneria (avrebbe usato arti magiche per far innamorare il sovrano) e condannata alla decapitazione con un solo colpo di spada.
La produzione del facsimile realizzata da Scrinium ha permesso una rivisitazione storica del documento del 1530, confrontandolo con laltro originale (la copia del mittente), in pessimo stato, conservato a Londra. Per esempio, il confronto ha consentito al prof. Marco Maiorino di sciogliere un piccolo enigma filologico, rivelando il vero nome di uno dei sottoscrittori, larcidiacono John Bell. Il facsimile della pergamena, la cui fedeltà è impressionante, sarà proposto ad archivi e collezionisti e i diritti acquisiti dagli introiti (il prezzo di ogni copia si aggira attorno ai 50.000 euro e la tiratura non supererà le 100 copie) servirà a finanziare i lavori di conservazione e restauro degli antichi documenti conservati negli Archivi Segreti del Vaticano. Loriginale missiva di Enrico VIII è custodita in un armadio a muro, nellufficio di monsignor Sergio Pagano: un fatto, a quanto pare, casuale, mentre non è di certo un caso, se nello stesso armadio, a fianco, si custodisce la dichiarazione comune di pace tra la Chiesa cattolica e quella anglicana, firmata il 24 marzo 1966, tra Papa Paolo VI e lArcivescovo di Canterbury Michael Ramsey.
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Aldo Trivellato