«Gentilini maestro di xenofobia»


TREVISO. L'Italia criminalizza l'immigrazione irregolare e Giancarlo Gentilini è tra i cattivi maestri. Il vicesindaco di Treviso viene citato tra gli esempi di tendenza al razzismo e alla xenofobia in un rapporto scritto da Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa. Il rapporto esprime «deep concern», profonda preoccupazione, per la criminalizzazione dell'immigrazione irregolare, definita «sproporzionata, che va oltre gli interessi a tenere sotto controllo i confini».
Nelle 25 pagine del rapporto redatto da Hammarberg vengono citati alcuni casi di quella che viene definita una crescente tendenza al razzismo e alla xenofobia. Secondo il commissario, ciò che suscita una particolare inquietudine è il fatto che tale clima di intolleranza nei confronti di gruppi etnici o sociali deboli e vulnerabili è talvolta incoraggiato dalle dichiarazioni di alcune personalità politiche. Tra queste, Gentilini: il commissario ha segnalato come particolarmente preoccupanti le dichiarazioni del vicesindaco di Treviso rilasciate nel settembre 2008, in occasione della festa della Lega.
Il richiamo.Il «deep concern» espresso dal commissario è la formula diplomatica che indica situazioni di particolare gravità. Il rapporto nasce dalla visita in Italia a metà gennaio per verificare il rispetto dei diritti umani dei migranti e delle minoranze. Dai campi Rom della periferia romana al sovraffollato centro di espulsione di Lampedusa, il commissario - come riporta Repubblica.it - ha voluto vedere con i propri occhi le condizioni in cui sono tenute queste persone. Le preoccupazioni che ne ha ricavato riguardano innanzitutto i nuovi provvedimenti in materia di immigrazione e asilo, che nel rapporto sono definiti «draconiani», come l'aumento della pena per gli irregolari, la cosiddetta aggravante di clandestinità, oppure l'obbligo per i medici di denunciare chi ha bisogno di cure ma non ha i documenti. Una simile politica, secondo il commissario, provoca «ulteriore stigmatizzazione ed emarginazione dei migranti, nonostante la maggioranza di questi contribuisca allo sviluppo delle società europee».
Le parole.Questi alcuni passi del discorso di Gentilini alla festa della Lega del settembre 2008: «Voglio la rivoluzione contro i clandestini, voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso. E adesso non ce n'è più neanche uno. Se Maroni ha detto tolleranza zero, io voglio la tolleranza doppio zero. Voglio la rivoluzione contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici. Qui comprese le gerarchie ecclesiastiche, che dicono: lasciamoli pregare. No, vanno a pregare nei deserti! Aprirò una fabbrica di tappeti per darglieli, ma che vadano a pregare nel deserto. Islamici, che tornino nei loro paesi. Io voglio la rivoluzione contro chi vorrebbe dare il voto agli extracomunitari. Non voglio vedere neri, marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini. Cosa insegneranno, la civiltà del deserto? Il voto spetta solo a noi».

Fabio Poloni