Infortunio nella gara sportiva: sarà risarcito

La Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità civile relativa alla gestione delle competizioni sportive ed in particolare del suo inquadramento all'interno delle cosiddette «attività pericolose» e quindi dell'applicazione delle regole stabilite dall'art. 2050 c.c. che prevede che chiunque provochi un danno ad altri nello svolgimento di un'attività pericolosa per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento se non prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno. Il caso tre origine dalla vicenda del partecipante ad una gara di bob su ghiaccio che, per un proprio errore di guida, perdeva il controllo del mezzo andando a colpire alcune protezioni in legno dalle quali, purtroppo, al momento dell'impatto con il casco dell'atleta, si staccava una scheggia, che provocava la perdita del casco e quindi conseguenze molto gravi all'atleta che scivolava sul ghiaccio subendo gravissime lesioni. Sia in primo grado che in sede di appello, i giudici negavano alla competizione la qualifica di attività pericolosa e ritenevano che, quindi, andasse applicata la regola generale stabilita per i fatti illeciti, l'art. 2043 c.c., che impone al danneggiato di fornire la prova della colpa degli organizzatori. La Corte di Cassazione ora chiarisce che la pericolosità e quindi l'applicazione dell'art. 2050 con la speciale responsabilità ivi prevista, deve essere accertata in concreto e non in senso assoluto e che, per le modalità di organizzazione ed in particolare di predisposizione di sistemi di contenimento e protezione, la competizione fosse di per sé pericolosa ed andasse quindi applicata la norma che prevede che in mancanza di prova dell'adozione di tutte le cautele utili ad evitare il danno, risponda per l'appunto l'organizzatore. Possono quindi essere definite attività pericolose le competizioni sportive non solo nei confronti degli spettatori, ma anche degli atleti in gara quand'anche gli stessi accettino, come intrinseci alla manifestazione, rischi che sono collegati proprio alle modalità di espletamento delle gare, per esempio, di bob su ghiaccio ma, sottolinea la Cassazione, il fatto che sia accettato un certo rischio, non significa che debba essere accettato anche il maggior rischio che derivi dalla mancata adozione di tutte le cautele utili ad evitare una maggiore possibilità di essere vittima di danni. L'occasione è utile per richiamare l'attenzione di tutti gli organizzatori di competizioni in ordine alla responsabilità, della quale possono essere chiamati a rispondere, nella misura in cui dovesse risultare che non siano state adottate tutte le misure volte a contenere al minimo il rischio.
Avv. Nicola Todeschini Resp. provinciale Unione Naz. Consumatori