ARCHIVIO la tribuna di Treviso dal 2003

A Belluno e Verona accise in aumento

 VENEZIA. Sono diciannove le province italiane che, nel 2008, hanno deliberato l’incremento dell’addizionale all’accisa sull’energia elettrica, due in più rispetto all’anno precedente. Lo sottolinea l’Ancot, Associazione nazionale consulenti tributari, aggiungendo che, in particolare, l’aumento più consistente ha riguardato le province di Napoli e Como, per le quali l’incremento deliberato è stato pari a 2,1 euro per 1.000 kwh. Seguono le province di Bologna, con un aumento di 0,554 euro, Belluno, Biella, Cremona, Gorizia, Imperia, Mantova, Milano, Piacenza, Rimini e Savona con 0,04 euro, Asti, Ferrara, Modena e Pavia con 0,038, Vercelli con +0,004 e Verona con +0,001. Considerando le province in cui l’accisa è incrementata, si evince che queste raggiungono quota 11,4 euro, fatta eccezione per le province di Vercelli e Verona dove l’accisa è pari rispettivamente a 10,85 e 10,33. L’accisa sull’energia elettrica è istituita in favore delle province per qualsiasi uso effettuato in locali e luoghi diversi dalle abitazioni, per tutte le utenze, fino al limite massimo di 200.000 kwh di consumo al mese, e la sua misura è di 9,30 euro per mille kwh. Le province, tuttavia, possono deliberare aumenti fino a 11,40 euro. Secondo i dati forniti dall’Ancot, dunque, nella stragrande maggioranza delle province italiane l’accisa è pari a 11,36 euro ovvero nelle seguenti province che, tra l’altro, confermano la misura dell’addizionale dell’anno precedente: Agrigento, Alessandria, Arezzo, Ascoli Piceno, Benevento, Bergamo, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Cosenza, Crotone, Enna, Foggia, Forlì Cesena, Frosinone, Genova, Grosseto (11,10), La Spezia, Latina, Lecce, Livorno, Lodi, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Matera, Messina, Medio Campidano, Novara, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano, Palermo, Parma, Perugia, Pesaro e Urbino, Pescara, Pisa, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rovigo, Salerno, Sassari, Siracusa, Taranto, Teramo, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verbano-Cusio-Ossola, Vicenza e Viterbo (11,3). Scende invece a 10,84 euro ad Ancona e a 10,32 a Lecco, a 10,3 a Pistoia e Pordenone, a 10 a Trapani, mentre a 9,3 euro nelle seguenti province, che pure confermano l’addizionale dell’anno prima: Aosta, Avellino, Bari, Bolzano, Brescia, Firenze, Isernia, L’Aquila, Nuoro, Padova, Prato, Reggio Calabria, Roma, Siena, Sondrio, Terni, Trento, Varese e Vibo Valentia. L’unica provincia in cui si riscontra una flessione rispetto all’anno prima è Cuneo con -0,26 euro portando l’addizionale a 10,59 euro. Non si riscontra nel contempo alcuna delibera per la provincia di Roma.