martedì 09.02.2010 ore 20.07

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Stop alla pista di motocross

  BORSO. Una coalizione di gruppi e associazioni ha recentemente impedito la realizzazione di una pista da motocross a Cassanego. Il comitato Per la Tutela del Massiccio del Grappa, promosso da Roberto Cecchini e da Gianni Raccanello, ha vinto la battaglia contro l’apertura della pista. «Lo sforzo congiunto di tutti i sostenitori dell’iniziativa - commenta l’avvocato Cecchini -, che in questa occasione hanno fatto fronte comune, pur se appartenenti ad associazioni e gruppi talvolta portatori di interessi diversi, ha ottenuto il risultato voluto: la tutela di una ormai rara oasi di silenzio protetta da molteplici vincoli». In tale direzione un importante contributo professionale è stato anche quello fornito dall’architetto Giovanni Todesco, che ha coordinato le operazioni della complessa vicenda. Tra le considerazioni generali della richiesta di diniego all’approvazione paesaggistica del provvedimento di autorizzazione della pista, da parte del comune, sono in primo luogo l’importanza ambientale del sito e l’inquinamento acustico. Motivazioni che insieme ad una serie di considerazioni specifiche, hanno convinto la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici a determinare l’annullamento del provvedimento comunale, con il quale l’amministrazione autorizzava l’Associazione Sportiva Dilettantistica Live Motocross Team a realizzare i lavori. Oltre alla messa a norma della pista di motocross, peraltro già esistente, la ditta avrebbe realizzato un fabbricato da adibire a blocco servizi e a parcheggi, proprio in via Cassanego.  L’annullamento dell’autorizzazione ha finalmente portato un poca di serenità ai membri del comitato, tesi da tempo a salvaguardare la tranquillità e la salute dei residenti e a tutelare l’ambiente, opponendosi ad ogni attività atta a creare intromissioni acustiche, determinate da polveri in sospensione o da fonti d’altro genere. Tra i firmatari della richiesta di negare l’autorizzazione compare il presidente dell’associazione cacciatori di Borso, Francesco Favero; il presidente dell’associazione Italia Nostra Asolo, Francesco Chimenti ed esponenti del Wwf, Associazione Anziani, Federazione italiana escursionisti, Centro di spiritualità e cultura Don Paolo Chiavacci, Lega Nord di Borso e la Sezione pedemontana Trevigiana della Lipu. Una massiccia raccolta di firme tra i cittadini era inoltre avvenuta dieci anni fa quando per l’illegittimità dell’abuso e la decisa reazione dei cittadini, la vicenda si è conclusa senza alcun contenzioso. Insomma i residenti del comune di Borso come la flora e la fauna del territorio potranno continuare serenamente a godere delle meraviglie del luogo, che a detta di molti si sposano con il silenzio. (Angela Dussin)

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