la tribuna di Treviso — 07 aprile 2009
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sezione: PROVINCIA
BORSO. Una coalizione di gruppi e associazioni ha recentemente impedito la realizzazione di una pista da motocross a Cassanego. Il comitato Per la Tutela del Massiccio del Grappa, promosso da Roberto Cecchini e da Gianni Raccanello, ha vinto la battaglia contro lapertura della pista. «Lo sforzo congiunto di tutti i sostenitori delliniziativa - commenta lavvocato Cecchini -, che in questa occasione hanno fatto fronte comune, pur se appartenenti ad associazioni e gruppi talvolta portatori di interessi diversi, ha ottenuto il risultato voluto: la tutela di una ormai rara oasi di silenzio protetta da molteplici vincoli». In tale direzione un importante contributo professionale è stato anche quello fornito dallarchitetto Giovanni Todesco, che ha coordinato le operazioni della complessa vicenda. Tra le considerazioni generali della richiesta di diniego allapprovazione paesaggistica del provvedimento di autorizzazione della pista, da parte del comune, sono in primo luogo limportanza ambientale del sito e linquinamento acustico. Motivazioni che insieme ad una serie di considerazioni specifiche, hanno convinto la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici a determinare lannullamento del provvedimento comunale, con il quale lamministrazione autorizzava lAssociazione Sportiva Dilettantistica Live Motocross Team a realizzare i lavori. Oltre alla messa a norma della pista di motocross, peraltro già esistente, la ditta avrebbe realizzato un fabbricato da adibire a blocco servizi e a parcheggi, proprio in via Cassanego. Lannullamento dellautorizzazione ha finalmente portato un poca di serenità ai membri del comitato, tesi da tempo a salvaguardare la tranquillità e la salute dei residenti e a tutelare lambiente, opponendosi ad ogni attività atta a creare intromissioni acustiche, determinate da polveri in sospensione o da fonti daltro genere. Tra i firmatari della richiesta di negare lautorizzazione compare il presidente dellassociazione cacciatori di Borso, Francesco Favero; il presidente dellassociazione Italia Nostra Asolo, Francesco Chimenti ed esponenti del Wwf, Associazione Anziani, Federazione italiana escursionisti, Centro di spiritualità e cultura Don Paolo Chiavacci, Lega Nord di Borso e la Sezione pedemontana Trevigiana della Lipu. Una massiccia raccolta di firme tra i cittadini era inoltre avvenuta dieci anni fa quando per lillegittimità dellabuso e la decisa reazione dei cittadini, la vicenda si è conclusa senza alcun contenzioso. Insomma i residenti del comune di Borso come la flora e la fauna del territorio potranno continuare serenamente a godere delle meraviglie del luogo, che a detta di molti si sposano con il silenzio. (Angela Dussin)