Il tribunale dei minori «libera» la sposa bambina, la sedicenne del Bangladesh che si era ribellata alla famiglia e alle sue tradizioni. Samir aveva chiesto di rimanere a Treviso e divorziare dal marito trentacinquenne che i genitori avevano costretto a sposare e che avrebbe dovuto raggiungere. Il tribunale ha preso una decisione importante: Samir avrà un permesso di soggiorno indipendente da quello del padre.
Così ieri mattina, padre e figlia erano in Questura, entrambi convocati allufficio stranieri su ordine della Procura presso il Tribunale dei minori di Venezia. Samir, la sposa-bambina, ha avuto un nuovo permesso di soggiorno. Cancellata da quello del padre, ha avuto un documento tutto suo, indipendente. Nei suoi confronti è stato anche emesso un «divieto di espatrio», un ulteriore espediente per tutelare la ragazzina. Nel caso il padre volesse portarla in Bangadlesh, verrebbe fermata alla frontiera.
Il Tribunale dei minori, dopo quasi due mesi di accertamenti, ha deciso di rispettare la volontà di questadolescente di origini asiatiche arrivata qualche anno fa a Treviso insieme alla sua famiglia. Inserita in una scuola media, Samir si è integrata con lo stile di vita delle sue coetanee trevigiane, arrivando al punto di ribellarsi ai genitori. Il padre e la madre infatti volevano che raggiungesse suo marito, un uomo di 35 anni sposato quando lei ne aveva 14, seguendo rigide tradizioni bengalesi. Ma lei a tutto questo ha detto «no» chiedendo aiuto alle assistenti sociali, che a loro volta avevano chiamato la polizia. Ladolescente era stata affidata ad una comunità e poi riaffidata ai genitori che, nel frattempo, aveva promesso di preparare i documenti per il divorzio.
In questi due mesi, la famiglia è stata monitorata dal Tribunale dei minori tramite le assistenti sociali che hanno inviato relazioni al pubblico ministero su quanto accadeva a Treviso. La ragazzina che appariva tranquilla, in realtà, secondo le operatrici, nascondeva un forte disagio. Pur essendo molto attaccata al padre e la madre, Samir pare subisse rimproveri per essersi ribellata a quel matrimonio stipulato con un contratto tra famiglie. Qualche giorno fa il padre ne aveva anche denunciato lallontanamento. Da qui la decisione del magistrato di tutelare la decisione della ragazzina di non voler sottostare alla volontà paterna, concedendole un permesso di soggiorno indipendente ed evitando che possa essere messa a forza su un aereo. Il magistrato aveva anche proposto alla ragazzina di vivere in una comunità-famiglia, ma lei ha rifiutato.
Vuole solo condurre una vita normale, da adolescente, non vivere lontana dalla mamma e papà a cui ha detto di volere molto bene. Semplicemente, non vuole fare la moglie di un uomo che ha la stessa età del padre: 35 anni.