Linea telefonica ko, condannata la Telecom

Pare proprio che le pessime esperienze che Telecom continua a fare in sede giudiziaria non l'aiutino a comprendere né quanto valga la pena accettare di aver commesso un errore e ripararlo, né come giustificarsi onorevolmente poiché insiste nel paventare argomenti francamente inadeguati alla normativa applicabile e dimostra, ahimè con una certa costanza, di non avere rispetto per i propri clienti nemmeno quando ci sia in gioco la protezione del bene della salute che, come è noto, gode anche di garanzia costituzionale. Il caso affrontato dal Tribunale di Paola con una recentissima sentenza del 18.02.09, riguarda il malfunzionamento di una linea residenziale contestato dai due anziani clienti sin dall'ottobre dell'anno 2008; questi ultimi, ed in particolare il marito affetto da problemi di salute, contestano il mancato intervento di Telecom, nonostante opportune diffide, e l'isolamento che ne è derivato anche in considerazione del luogo isolato ove dimorano ed all'assenza di un'adeguata copertura alternativa di direte mobile. Telecom si limita ad un controllo della linea senza inviare alcun tecnico e quindi i due consumatori si rivolgono ad un avvocato che deposita un ricorso d'urgenza innanzi, per l'appunto, alla sez. civile del Tribunale di Paola, sostenendo che vi sarebbe urgenza di ripristino della linea anche per ragioni di tutela della salute e che il contegno del gestore sarebbe stato contrario anche al principio di buona fede nell'esecuzione del contratto. Telecom Italia si difende sostenendo l'intervenuta risoluzione del problema (guarda caso nelle more dell'inizio del procedimento) e l'insussistenza quindi di un danno, per la possibilità dei due consumatori di rivolgersi anche ad un altro gestore. Fa specie che Telecom sostenga che in questi casi i propri clienti farebbero bene a rivolgersi alla concorrenza. Risulta peraltro che l'asserita riparazione della linea non abbia avuto proprio alcun effetto e che Telecom non abbia potuto dimostrare quindi, nel corso del procedimento d'urgenza, di aver adempiuto diligentemente al contratto né che abbia rispettato il principio di buona fede nell'esecuzione del contratto e aver avuto particolare cura alla protezione del diritto alla salute dei propri clienti e quindi ritiene che esista sia il diritto di questi ultimi a vedere riparata con urgenza la linea, sia il pericolo che nell'attesa di un procedimento ordinario tale diritto sia irrimediabilmente pregiudicato e quindi condanna Telecom Italia all'immediata riparazione dell'utenza telefonica, con invio di tecnici presso l'abitazione e condanna altresi Telecom a rifondere integralmente le spese del procedimento.
Avvocato Nicola Todeschini Resp. provinciale Unione Naz. Consumatori