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Parroci contro la pista da motocross


 BORSO. I silenzi del Grappa minacciati dal rombo delle moto da cross? I parroci di Sant’Eulalia, Crespano e Borso non ci stanno e guidano una crociata per bloccare il progetto di una pista riservata agli appassionati di sgommate e terreni scoscesi, già approvato dal Comune e ora al vaglio della Regione. Al loro fianco ambientalisti, scout, escursionisti e cacciatori.
 In una lettera raccomandata datata 8 marzo, don Bruno Turatto (parroco di Sant’Eulalia), don Francesco Mascotto (a capo della comunità di Crespano) e don Mario De Agostini (guida spirituale di Borso) chiedono alla Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio di bocciare il progetto della pista da motocross, autorizzato dal Comune di Borso il 4 febbraio scorso. Al loro fianco nella battaglia per salvare silenzi e bellezze dei borghi del Grappa si sono già schierati Italia Nostra, Lipu, Wwf, Federazione italiana escursionisti, cacciatori, Agesci (Associazione guide e scout cattolici), anziani di Crespano, Banca del Tempo, associazione Incontri con la natura per la salvaguardia del Creato «Don Paolo Chiavacci». Dalla loro parte, contro la pista prevista a Cassanego, un tranquillo borgo ai confini con Crespano, ci sono anche 103 cittadini e pure la Lega. Il fronte è compatto: da respingere l’attacco degli appassionati di moto da cross. «Nulla di personale contro questo sport - si affrettano a precisare promotori e sostenitori della battaglia per il Grappa - ma altri sono i luoghi adatti a ospitare i loro allenamenti e le loro esibizioni». Nella raccomandata inviata anche ai sindaci di Borso e Crespano, parroci e cittadini spiegano, documenti urbanistici alla mano, il perchè della loro opposizione al progetto. Un progetto che viene proposto dal Comune di Borso come una messa a norma di un impianto già esistente, ma i difensori dei silenzi e dell’aria del Grappa si affrettano a dimostrare che così non è. La pista, attrezzata con tanto di parcheggio e altre strutture di servizio, dovrebbe arrampicarsi sopra la chiesa di Sant’Eulalia, dietro al borgo di Cassanego, lambendo la Gherla di Crespano. «Abbiamo un osservatorio astronomico da cui studiare il cielo e le stelle - fanno notare dal centro di spiritualità “Don Paolo Chiavacci” - e facciamo ascoltare il silenzio ai bambini delle scuole e delle parrocchie che vengono a farci visita». Esperienze straordinarie che il rombo dei motori da cross potrebbe cancellare per sempre, riempiendo conche e vallate del Grappa di rumori e fastidiosi rimbombi. Sotto accusa anche i gas lanciati nell’aria cristallina dai tubi di scappamento delle moto. «Un impatto acustico e ambientale devastante», è il coro di condanna al progetto che scende a Venezia da Borso e Crespano.
- Alessia De Marchi