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Campiello, giovani scrittori crescono

 Stimolare nei ragazzi la passione per l’arte e la letteratura: è questo l’obiettivo del Premio Campiello Giovani, presentato ieri mattina nell’Auditorium del Collegio Pio X. Il premio costituisce la sezione giovanile del celebre concorso letterario veneziano (in foto i finalisti del 2008), che negli anni si è affermato come una delle maggiori manifestazioni culturali in Italia. A presentare il concorso, sono intervenuti Luca Fiorini, membro del Comitato di gestione del Campiello, il vicepresidente di Unindustria Treviso Ennio Bianco, e il giovane scrittore padovano Marco Medugno, finalista del Campiello Giovani nell’edizione 2007. Il bando di concorso è rivolto ai ragazzi di età tra i 15 e i 22 anni e ha ad oggetto l’elaborazione di un racconto in lingua italiana di lunghezza massima 25 cartelle. I lavori dovranno pervenire in quattro copie presso la Segreteria della Fondazione Il Campiello di Mestre, entro e non oltre il 20 dicembre 2008 (tutte le informazioni sul sito www.premiocampiello.it). La particolarità del concorso, che lo rende particolarmente amato dai giovani, consiste nel fatto che vi si può partecipare con qualsiasi racconto, senza bisogno di aver già pubblicato la propria opera. Entro il 27 marzo 2009 saranno designati i cinque finalisti, che parteciperanno alla grande serata conclusiva del Premio Campiello che si svolge a aettembre al Teatro La Fenice di Venezia. Il vincitore assoluto, che sarà prescelto dalla giuria di letterati del Campiello, riceverà come premio una vacanza studio in un paese europeo, oltre al pubblicare il proprio racconto, assieme a quelli degli altri finalisti.
 L’incontro di ieri, così come l’organizzazione del Premio, sono stati resi possibili grazie al sostegno di Unindustria Treviso e della Confindustria del Veneto, che da più di trent’anni continuano a sostenere l’attività del Campiello. Il concorso veneziano, infatti, era nato nel 1962 proprio grazie all’interesse del mondo dell’imprenditoria veneta per il sostegno ai narratori emergenti italiani, a cui il premio è riservato. Si tratta quindi di un evidente simbolo della necessità di non scindere mai il mondo del lavoro con quello della cultura, due settori complementari e interdipendenti che solo convivendo assieme possono dare origine ad un solido sviluppo della società.
(Chiara Ferretto)

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