Un cinese a Villa Margherita

Il primo atleta cinese in carico alla Tennis Consulting di Fabrizio Caldarone, Alberto Cazorzi e Gianluca Carbone si chiama Nigel Yu. Si tratta di un giovane di vent'anni, originario di Shanghai, che oggi si trova come numero 1600 nel ranking mondiale e numero 13 in Cina, dove vuole diventare una star, conquistando più posizioni sia nell'Atp che nel campionato cinese. E' qui in italia, e si allena al Tc Treviso, perché in Europa ci sono più tornei e proprio qui, da novembre, inizierà la sua rincorsa per la scalata al successo. Tappa fondamentale quella della Tennis Consulting, che sta già seguendo altri atleti.
Per esempio nomi come quelli di Guillermo Coria, numero 3 Atp, Olivier Rochus ed Augustin Calleri, che rientrano tra i primi 50. Per il tennis italiano, l'associazione trevigiana ha già stipulato due convenzioni con altrettante accademie spagnole. La prima con quella di Barcellona, dove alcuni giovani della Marca quest'estate hanno potuto assistere nella stessa citta catalana, dove ha sede la Pro-ab tennis, agli allenamenti e alle migliori competizioni mondiali della tappa Atp. L'altra, che non è da meno, è quella di Alicante, la Equilite dell'ex numero uno Juan Carlos Ferrero.
Ed è appunto in questo contesto che Nigel Yu vedrà arricchire il suo bagaglio tecnico, che gli osservatori considerano già pronto per entrare tra i primi 500 del mondo. In questi giorni trevigiani è stato seguito dal maestro Gianluca Carbone, che ne sta testando il livello tecnico per poi intervenire con lezioni mirate là dove l'atleta avrà maggior bisogno. Nel frattempo lo definisce «già atleticamente solido e con colpi sufficientemente pesanti da fondo campo, in particolare il suo rovescio a due mani».
Attualmente Yu è il secondo giocatore cinese più giovane presente nel circuito Atp e vorrebbe difendere la maglia del suo paese nella prossima Coppa Davis. Un fresco aperitivo per altri giovani cinesi che hanno voglia di emergere ed impegnarsi a fondo in questa stupenda disciplina, in cui gli orientali dovrebbero essere favoriti, per il loro rigore e la «marzialità» che hanno nel dna, ma invece emergono in pochi. Lui stesso è entusiasta dei sacrifici che sta facendo grazie anche ad una famiglia molto comprensiva e che lo asseconda.
Dopo la tappa trevigiana settembrina è tornato alle otto ore di campo spagnolo, dove senza bisogno di coperture, in particolare ad Alicante, si gioca all'aperto tutto l'anno. Chissà cosa dirà delle nostre umide giornate di novembre e degli esperti giocatori del «torneo delle nebbie», che saranno ben lieti di accoglierlo come loro mascotte. Il suo giocatore preferito? Agassi.
(Ermes Brugnaro)