12 ottobre 2008 —
pagina 05
sezione: Attualità
ROMA. La grande crisi dei mercati finanziari globali si sta trasmettendo pericolosamente all economia reale ed in questo contesto i maggiori produttori automobilistici statunitensi stanno predisponendo alleanze e cessioni di asset, alle prese come sono già da tempo con un collasso delle vendite. E in questa situazione che si inserisce la notizia relativa ad una trattativa in corso fra General Motors e Chrysler, di cui ha parlato il New York Times e che è stata confermata da indiscrezioni riferite da Bloomberg. Sempre in questambito, Ford Motor starebbe cercando di disfarsi della maggior parte della quota (attualmente al 33,4%) posseduta nella nipponica Mazda.
I colloqui fra GM e Chrysler sono in ogni caso allo stadio preliminare e non è detto che sfocino in un accordo. La possibilità che questo matrimonio si faccia è però elevata, anche perchè Chrysler è sempre stata un pallino della casa di Detroit, che già avrebbe voluto rilevarla a suo tempo da Daimler, la quale invece decise di vendere al fondo di private equity Cerberus Capital. GM non riporta utili dal 2004 mentre Chrysler non riuscirà a chiudere l esercizio 2008 in nero. Un operazione di questo tipo ha però più che mai senso oggi come oggi, anche perchè le attività dei due gruppi non sono sovrapponibili e garantirebbero adeguate economie di scala. Daimler ha tuttora una partecipazione in Chrysler, pari al 19,9%, recentemente svalutata in bilancio dalla casa automobilistica tedesca da 916 a 171 milioni di euro. Lo stesso Cerberus Capital avrebbe intenzione di comprare anche questa partecipazione.
Chrysler in ogni caso al giugno scorso vanta un Ebitda (utili al netto di interessi, tasse, svalutazioni ed ammortamenti) pari a 1,1 miliardi di dollari. Quanto a GM, è alle prese con una crisi senza precedenti e proprio ieri ha dovuto smentire ufficialmente di aver mai preso in considerazione la possibilità di accedere al cosiddetto Chapter 11, cioè le norme che negli Usa regolano la bancarotta protetta. La smentita si è resa necessaria dopo che un analista di S&P, Robert Schulz, aveva detto che una prospettiva del genere è tutt altro che remota. In Borsa poi il titolo è sprofondato giovedì scorso ai minimi dalla guerra di Corea, salvo recuperare ieri il 2,7% a 4,89 dollari.
Nel secondo trimestre GM ha perso la bellezza di 15,5 miliardi di dollari e sta cercando di riposizionarsi su un mercato che è stato fra laltro colpito dal recente record del petrolio, che ha decapitato le vendite di SUV ed in genere dei veicoli di grossa cilindrata. Quanto a Ford, secondo indiscrezioni di fonte nipponica vorrebbe rastrellare circa un miliardo di dollari dalla vendita del 20% di partecipazione in Mazda sul 33,4% complessivo detenuto. Laltro ieri al contrario di GM in Borsa il titolo ha ceduto il 4,3% a 1,99 dollari, ai minimi dal 1982.