Mansuè è diventata la piccola Bucarest

MANSUE'. Seicentodiciotto rumeni sul totale di 822 immigrati e un numero complessivo di abitanti pari a 4.841. Sono questi i dati relativi al 2007 che dicono che la piccola Bucarest si trova nella Marca ed è a Mansuè. Ben il 75% degli immigrati presenti nel comune altoliventino proviene dalla Romania. Molti sono arrivati lo scorso anno, ma la comunità si è formata da oltre un decennio.
Una presenza che fino ad oggi non ha comportato particolari problemi di convivenza, come spiega il sindaco. «Non abbiamo mai avuto problemi se non quelli ordinari - spiega Giuseppe Vizzotto - se parliamo di criminalità poi non c'è nulla da segnalare se non qualche episodio del tutto trascurabile. Del resto la maggior parte dei nostri rumeni è gente che lavora e si dà da fare. Molti hanno acquistato case e appartamenti, i bambini frequentano le nostre scuole e sono perfettamente integrati. Direi che ormai sono parte integrante della comunità. Non siamo assolutamente contrari ad accogliere persone serie, che arrivino in Italia per lavorare. E la stragrande maggioranza dei rumeni che vive Mansuè appartiene senza dubbio a questa categoria». Basta fare un giro per il paese per rendersi conto che la presenza dei neo-cittadini comunitari è molto diffusa. Da oltre un anno in piazza San Tiziano c'è un negozio di specialità gastronomiche rumene, dov'è facile vedere famiglie e giovani recarsi per fare acquisti. Parecchie anche le attività imprenditoriali che vedono titolari dei cittadini provenienti dalla Romania. Si va dal negozio di informatica al settore edile. La maggior parte in ogni caso è composta da operai che si fanno voler bene nelle tante fabbriche del paese. Mansuè è diventata anche il punto di riferimento religioso per i molti cittadini provenienti dal paese balcanico. Da quasi un decennio lungo la provinciale Pordenone-Oderzo esiste un luogo di culto per la comunità cristiana evangelica. Si tratta di un gruppo al quale sono iscritti oltre 400 rumeni. Nel capannone adibito a chiesa si ritrovano quattro volte la settimana per pregare, in particolare la domenica per la celebrazione principale. Molti imprenditori sono a conoscenza e rispettano tali obblighi religiosi, preferendo assumere persone appartenenti a questo credo perché sono davvero dei bravi lavoratori. Un esempio concreto che sfata i luoghi comuni sulla convivenza con i rumeni. (Barbara Battistella)