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S’è svegliata la Venezia giovane


AVenezia è nata la Politica Web 2.0., il «fare cose» nell’era di Internet, e in pochi mesi è diventata un fenomeno mediatico da record: il social network con la piazza virtuale più attiva d’Europa quanto a collegamenti, iscritti, interventi e, addirittura, al 50º posto tra i 200 mila ning del mondo (così si chiama la piattaforma di dialogo in rete inventata nel 2001). Successo concreto e duraturo oltre i numeri? Si vedrà, intanto, la scommessa è lanciata.
 Sei mesi fa, i «40xVenezia» neppure quasi si conoscevano. Un paio d’interviste sui giornali sul «congelamento» di Venezia e della sua classe dirigente hanno dato la stura a un tam tam via web. Amico invita amico che invita amico. In Rete si sono incontrati e ora sono già più di mille: anzi, 1030 a ieri. Maghi e maghe del computer, ingegneri e biologhe, personal shopper, giornalisti e grafici, gondolieri ed esperti di marketing, economisti e sociologhe, interpreti e commercianti, artigiani e psichiatre, attrici e tenori, consiglieri di destra, centro e sinistra, niente suore ma un prete, molti genitori alle prese con nidi, scuole, spazi pubblici.
 Accesso il computer, s’incontrano nella piazza virtuale: ad ogni ora del giorno e della notte, c’è chi discute, si confronta, talvolta litiga, si scambia informazioni, documenti, idee, qualche sfottò, citazioni. Niente cloni, niente second life. L’oggetto è sempre lo stesso: Venezia, la città mondiale che - ne sono convinti, come recita il Manifesto - ha un futuro oltre l’immagine da cartolina, oltre il turismo onnivoro, nella e-economy, nella cultura, nelle produzioni, nell’artigianato di qualità, nella logistica, nel porto. Facile a dirsi: è il da farsi la parte complicata. Ci provano.
 Intanto, sono già un caso.
 Fenomeno sociale, perché 40xVenezia è un movimento generazionale: mille quarantenni (e dintorni, s’intende) Venezia forse neppure sapeva di averli. Uomini e donne che dopo una vita passata a formarsi professionalmente e negli affetti, hanno deciso smetterla di stare a guardare la lenta trasformazione di Venezia in una città-scenario senza funzioni, di brontolare e non fare, iniziando a «sporcarsi» le mani. Come? Mettendo a disposizione conoscenze, professionalità, relazioni per trasformare in progetti concreti un’idea di città di acqua e di terra.
 Non (ancora?) una lista civica, ma una lobby generazionale di pressione sulle istituzioni, formata da veneziani di nascita e adozione, veneziani in fuga che grazie al Web tornano ad occuparsi della «loro» città. Ora il movimento è alla prova del fuoco della credibilità: quella del fare.
 Ma 40xVenezia è al momento soprattutto un fenomeno della Rete: un social network, una comunity che s’incontra su www.40xvenezia.ning.com.
 O meglio, i quarantenni in carne e ossa si confrontano sì anche dal vivo (in gruppi di lavoro tematici su turismo, cultura, mobilità, Vivere, comunicazione) e hanno già organizzato tre appuntamenti pubblici che hanno riempito di under-50 un luogo sacro della cultura come l’Ateneo Veneto, ma la maggior parte del lavoro, degli scambi di informazioni - anche di vivaci scontri di vedute - si fa sul ning, lo strumento che permette a tutti gli iscritti di dialogare simultaneamente, condividere foto, video, news.
 In pochi mesi, 40xVenezia è diventato il primo per attività in Europa, il 50º al mondo, come dimostrano i dati di Google Analytics: oltre 40 mila accessi al sito in 40 giorni, per 451 mila pagine visitate, 16 minuti di tempo medio di collegamento al dì. A fronte dei mille iscritti, si registra una media di 400 (con punte di 700) «visitatori unici» al giorno: c’è, dunque, una grande partecipazione dei singoli 40x, in termini di interventi o di presa d’atto delle discussioni in atto nei forum.
 E il fare? Il movimento è intervenuto sul Comune con analisi e proposte operative sulla costituzione della Fondazione Musei Civici Veneziani, l’Agenzia Marketing & Eventi, l’emergenza sanitaria e monumentale dovuta alla sovra popolazione di colombi; sta contrastando la Regione sull’ipotesi di liberalizzare l’apertura di affittacamere e dependance di alberghi; ha presentato all’Asl 12 una petizione con oltre 1500 firme (molte delle quali raccolte con certificazione on line); sta elaborando un documento di analisi del Pat, il piano di assetto del Territorio allo studio del Comune, vera occasione strategica per pianificare il futuro della città di acqua e di terra. Ma ha anche organizzato un evento come il Frozen40x che ha «congelato» 150 quarantenni in una performance in piazza San Marco e il cui video si può vedere su Youtube; ed è stato il gruppo veneziano più numeroso (129 iscritti) alla «Su e zo per i ponti». E siccome la ciacola è un’arte e l’aperitivo un rito collettivo, appuntamento ogni sabato a mezzodì a Rialto: lo spritz non si beve in Rete.
- Roberta De Rossi

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