«Women at work», foto di Urettini Al Paraggi un secolo al femminile

Strumento di emancipazione o di fine propaganda. Sono molti gli scatti che raccontano il lavoro femminile indagati dalla mostra fotografica «Women at work» (in foto) organizzata da Fabrizio Urettini e Studio Orange allo Spazio Antonio Paraggi di Treviso. Un tributo con un susseguirsi eterogeneo di fotoritratti del passato in cui viene celebrata la dignità delle donne lavoratrici in occasione della festa dell'8 marzo. Donne fotografate in moti plastici, mentre si occupano delle mansioni di fabbrica o testimonial antesignane durante i governi di inizio '900, calate in un contesto prima solo maschile e che diventa testimonianza di un nuovo processo plasmato sul concetto moderno di emancipazione. Lo spaccato che rimbalza con prepotenza dalle foto racconta i passaggi tra la società bellica a quella post-industriale, ricomponendo i frammenti sensibili di vite e contesti diversi appartenenti al passato, ricostruito anche grazie all'iconografia delle donne operaia. Urettini da riprova di grande sensibilità nell'accostare temi forti ad immagini d'archivio anche in questa nuova mostra, dopo il recente successo dell'esposizione «Evil Face» sempre al Paraggi. Con l'inaugurazione di sabato 8 marzo, alle 18, si darà il via quindi alla mostra-evento a cent'anni giusti dalla morte in un rogo di oltre cento operaie americane che scosse a tal punto le coscienze da far arrivare fino ai giorni nostri l'eco della tragedia, celebrato oggi con questa intensa mostra. Alla vernice verrà inoltre distribuito un minuzioso catalogo in cui trovano spazio gli interventi di Sergio Polano, Ando Gilardi e Matteo Segna sull'immagine della donna nella propaganda bellica, oltre ad una serie di racconti e articoli di giornaliste e giovani scrittrici come Sara Beltrame, Laura Simeoni e Elena Adiamoli. Durante tutto il mese (l'esposizione terminerà il 30 marzo), verranno proposti diversi incontri centrati sul tema della donna e del lavoro. Il percorso espositivo è diviso in tre sezioni. La prima ospita un servizio fotografico, proveniente dagli Stati Uniti, che affronta il ruolo della donna nella propaganda bellica americana durante la seconda guerra mondiale. La seconda ripercorre per immagini emblematiche alcune tappe storiche basilari del movimento operaio femminile, dagli anni venti ai giorni nostri con un focus sul lavoro di Federica Palmarin e Nicola Giuliato. La terza propone una significativa monografia del lavoro di Ando Gilardi, giornalista de l'Unità e fotoreporter de Il Lavoro, settimanale dei lavoratori, che tra il 1945 e il 1955 indaga questa realtà con un'estetica neorealista lontana dall'immagine estetizzante dei ritratti di propaganda.
(Enrico Lorenzo Tidona)