Addio all'archeologo e scrittore Giuliano Palmieri

Si svolgeranno questo pomeriggio alle 15, nella Chiesa Votiva di Treviso, i funerali di Giuliano Palmieri, uno degli storici insegnanti del Liceo Canova e prezioso collaboratore della Fondazione Ligabue e della Fondazione Benetton. Aveva 68 anni e da un anno e mezzo lottava contro un male incurabile. Lascia la moglie Anna e il figlio Marco.
Giuliano Palmieri era nato a Longarone (Belluno) nel 1940. Dopo aver seguito studi classici, si laureò a Padova con tesi sulla Topografia dell'Italia antica. Insegnante di Latino e Greco al Canova, ha visto passare generazioni di studenti. Che in questi giorni si sono fatti sentire con la famiglia esprimendo sentimenti di cordoglio. «Davvero è questa la cosa che mi ha sorpreso di più», commenta il figlio Marco. «Una persona di grandissima civiltà, con una grande cultura e un proprio senso dell'umorismo», aggiunge Rossella De Donà, collega al Canova.
Da sempre impegnato nelle collaborazioni con molti enti ed istituzioni, contribui alla mostra dedicata nel 1962 al Cima da Conegliano. Fu primo direttore del Gruppo archeologico trevigiano (dal 1972 al 1974). Collaborò alla fondazione del Museo di Crocetta del Montello, nel 1974, di cui era conservatore onorario per l'archeologia, ed alla fondazione del Museo di Selva di Cadore nel 1985.
Nell'ambito dell'archeologia veneta collaborò con vari gruppi archeologici locali, Musei locali, con la Fondazione Ligabue di Venezia e con la Fondazione Benetton di Treviso.
Tra le sue pubblicazioni: «La cuspide di lancia in selce del monte Cernera», «Treviso dalla preistoria all'età romana», «Mùtara-muta: un appunto di toponomastica», «Il Piave dalla preistoria all'età romana» e i più recenti «I regni perduti dei Monti Pallidi», «Karl Felix Wolff e l'archeologia», «Le antiche voci dei Monti Pallidi». Proprio «I regni perduti dei Monti Pallidi» è un compendio imperdibile delle leggende dell'arco alpino, frutto di una raccolta durata tutta la vita.
(Daniele Ferrazza)