Campigo, gara di solidarietà per la chiesa


CASTELFRANCO. Una cordata di imprenditori, emigranti, parrocchiani e istituzioni restituisce a Campigo la sua chiesa. Molti hanno risposto all'appello lanciato tre anni fa dal parroco, don Eros Pellizzari, e giovedi, giorno di Santa Lucia, patrona della frazione, sarà festa per tutti con la nuova dedicazione dell'antica pieve. Due anni e 7 mesi di lavori hanno rinforzato le fondamenta della chiesa e le hanno regalato una nuova immagine, rispettosa del suo passato millenario e, al tempo stesso, attenta al moderno sentire religioso.
«Quando, 10 anni fa, arrivai a Campigo - ricorda don Eros - era appena stato terminato il restauro radicale del tetto della chiesa. Ci impegnammo nella costruzione del centro parrocchiale, inaugurato nel maggio 2000». Qualche mese dopo, a dicembre, un sopralluogo della ditta Rui scoperchiò l'emergenza della chiesa, minata dal continuo passaggio dei Tir diretti alla zona industriale. Sopravvissuta per secoli, rischiava di cedere all'assedio del traffico. Nel dicembre 2001 un primo intervento tampone per evitare che il soffitto crollasse sui fedeli in preghiera. A gennaio il parroco iniziò la sua crociata per un restauro completo della chiesa. Primo ostacolo: i fondi per finanziare l'operazione. Don Eros chiese aiuto alla comunità: duecento famiglie si fecero avanti offrendo il loro contributo a fondo perduto, ciascuna in base alle proprie possibilità. Quindi il parroco andò a bussare alle porte degli imprenditori. Servivano 700 milioni di vecchie lire, che a fine restauro sono diventati 750 mila euro. Cifre altissime per una comunità come Campigo, poche anime attorno a una chiesa «malata» d'instabilità. Ma la solidarietà non conobbe confini, attraversò l'oceano portando dai «campigoti» emigrati in Canada e Venezuela altri preziosi contributi per il restauro. A febbraio 2005 apri il cantiere. Le celebrazioni eucaristiche traslocarono in un capannone montato a fianco della chiesa. Gli architetti Walter Bortolon e Roberto Svaldi elaborarono il primo progetto di restauro. Al loro lavoro si aggiunse quello di Luca Bianchi, consulente liturgico. Il cantiere ha navigato a gonfie vele. Lo scorso agosto, però, il grande rammarico per il furto delle tre tele di Pietro Damini, rubate nel laboratorio di Paolo Dal Fabbro, a Torreselle, a cui erano state affidate per il restauro. Scomparse nel nulla con il loro valore commerciale (100 mila euro ciascuna), ma soprattutto con quello affettivo che le legava alla parrocchia.
Giovedi, 13 dicembre, sarà festa a Campigo per la nuova dedicazione della chiesa restaurata. A presiedere alla cerimonia ci sarà alle 18 il vescovo Andrea Bruno Mazzocato. «Grazie alla Provvidenza e a finanziamenti inattesi - illustra don Eros - si è riusciti a restaurare radicalmente la chiesa, a darle un nuovo altare, un nuovo ambone, una nuova Via Crucis, un nuovo sagrato,...». E una particolare illuminazione esterna la riporterà al centro di Campigo.

Alessia De Marchi