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Borse nel panico, crollano le quotate trevigiane

 Altra giornata nera in Borsa che travolge anche i titoli delle trevigiane quotate. Il “panico” che sta accompagnando la crisi dei mutui subprime non accenna a diminuire, trascinando al ribasso listini e quotazioni. Un’analisi del Sole 24 Ore, inoltre, fotografa la “picchiata” degli ultimi tre mesi: da entrambi i punti di vista, quello trimestrale e quello ristretto a ieri, per le trevigiane sono dolori. Ieri hanno perso terreno (e bruciato milioni di euro complessivi) tutte le trevigiane quotate, eccezion fatta per De’ Longhi che ha guadagnato il 2,7%. La giornata peggiore, ieri, è toccata a Autogrill (-4,66%) e Nice (-4,07%), mentre sul periodo di tre mesi la performance peggiore è quella di Benetton Group, che dal 18 maggio al 10 agosto ha lasciato per strada il 16,07% del proprio valore azionario, passando da un prezzo unitario di 13,13 euro a 11,02. Molto male anche De’ Longhi (-13,29%), Nice (-12,39%) e Ascopiave (-11,95%), e perdite in doppia cifra anche per Stefanel (-10,81%).
 Nonostante la “discesa” dei titoli, però, una famiglia trevigiana entra nel podio dei “Paperoni”: si tratta dei Benetton. Secondo quanto emerge dalla classifica dei 400 personaggi più ricchi della Borsa italiana pubblicata da Milano Finanza nel numero in edicola sabato prossimo, la famiglia Rocca la più ricca di Piazza Affari La classifica, infatti, vede al primo posto, con 12,4 miliardi di capitalizzazione, i fratelli Gianfelice e Paolo Rocca, eredi della dinastia italo-argentina che controlla in Borsa la multinazionale Tenaris. Al secondo posto sale Romain Zaleski che una capitalizzazione personale di 10,37 miliardi, il 128% in più di un anno prima. Sul terzo gradino del podio, si collocano i fratelli Benetton con 9,3 miliardi (+12%) atrravarso il loro nutrito portafoglio di partecipazioni, che spazia (oltre la Benetton) da Atlantia ad Autogrill, da Telecom Italia a Pirelli & C., quindi Rcs, Caltagirone Editore, Aeroporti di Firenze e Gemina. A pochissima distanza dai Benetton, si posiziona Leonardo Del Vecchio con 9,2 miliardi di capitalizzazione personale. Quinto in una classifica che per anni lo ha visto al primo posto c’è Silvio Berlusconi e i suoi figli, riuniti nella Fininvest, che vanta una ricchezza borsistica di 5,72 miliardi grazie alle quote in Mediaset, Mediolanum, Mondadori, Capitalia e Aedes. (f.p.)