Rebellin torna a scoccare la Freccia Vallone

HUY (Belgio). Davide Rebellin si è imposto per distacco nella settantunesima edizione della Freccia Vallone, classica belga del ProTour di 202,5 chilometri con partenza da Charleroi e arrivo a Huy. Alle spalle del veneto della Gerolsteiner lo spagnolo Alejandro Valverde e l'abruzzese Danilo Di Luca. Ma a guardare la classifica più che una classica del Nord la Freccia Vallone 2007 assomiglia a un campionato italiano: vittoria bis per Rebellin, dopo quella del 2004, e ben quattro corridori azzurri nei primi sei. Insomma, dalla doppietta di Moreno Argentin del 1990 ad oggi la «Freccia tricolore» sembra sia diventata una tradizione consolidata. Il terribile muro di Huy come al solito ha deciso anche ieri la corsa ed ha esaltato le qualità del trentacinquenne corridore, veronese di nascita e padovano di adozione, che con questo suo primo successo stagionale ha rafforzato la leadership nel ProTour.
Rebellin ha disputato una gara capolavoro per tenacia e tempismo. Ha aspettato la sfuriata di Cobo e Ivanov, sapendo che il tentativo non sarebbe andato in porto (i fuggitivi sono stati ripresi a 13 chilometri dal traguardo), è rimasto incollato al gruppetto dei migliori, ed ha tremato soltanto quando ha visto scattare Di Luca, ma l'affondo dell'abruzzese è stato troppo affrettato. Rebellin lo sapeva e ha aspettato il Muro di Huy, ben sapendo che li si decide la corsa. E cosi è stato. Anche l'azione di Rodriguez con le pendenze da paura dell'Huy si è rivelata un fuoco di paglia. Lo spagnolo è rimasto al comando fino a 1.200 metri dal traguardo, poi le sue gambe sono diventate legnose. Nell'ultimo chilometro è scattato Kessler e Rebellin gli si è incollato a ruota, mostrando chiaramente che stava aspettando il suo momento, e il suo momento è puntualmente arrivato a un centinaio di metri dal traguardo.
Accortosi che Kessler era in difficoltà, Rebellin è partito lasciandolo sui pedali. Ormai nessuno lo poteva più riprendere e ha tagliato il traguardo da solo, con le braccia alzate. Alle sue spalle Kessler è stato risucchiato da Valverde e Di Luca, cosi sul podio saliti i tre vincitori degli ultimi tre anni (Valverde l'anno scorso, l'abruzzese nel 2005).
«Quando ho visto scattare Di Luca ho avuto paura - ha commentato subito dopo aver tagliato il traguardo Rebellin, che era arrivato secondo domenica scorsa all'Amstel Gold Race -. Mi preoccupava molto Valverde perché è molto veloce negli sprint. Sapevo che dovevo scrollarmelo di dosso prima del traguardo».
Il campione del ciclismo veneto ha cosi messo a segno il primo successo della stagione, il quarantaduesimo della carriera. E' stata poi nel complesso ottima la prestazione degli italiani. Oltre a Rebellin e Di Luca, da incorniciare anche il quinto posto di Riccardo Riccò e il sesto di Rinaldo Nocentini.
La corsa femminile è stata invece dominata dall campionessa del mondo Marianne Vos. La giovane olandese si è imposta battendo sul Muro di Huy la gallese Nicole Cooke, sempre più leader della classifica assoluta di Coppa del mondo, e la tedesca Judith Arndt. Nona e migliore delle italiane Fabiana Luperini.
Tornando alle gare del ProTour, le le classiche del Nord non finiscono qui: domenica si corre la Liegi-Bastogne-Liegi e per i colori italiani potrebbero esserci nuove soddisfazioni dietro l'angolo. Nel frattempo però rischiano di allargarsi a macchia d'olio le polemiche sull'Operaciòn Puerto. I corridori, ancora sotto choc dopo gli ultimi casi Ullrich e Basso, stanno pensando di inscenare una manifestazione simbolica inviando una delegazione a Madrid. Lo scopo è di chiedere pubblicamente alle autorità spagnole di fare completa luce sullo scandalo. Nata dopo la Parigi-Roubaix l'idea è stata rilanciata ieri in una riunione a Charleroi, e c'è l'ok di tutte e 21 i team.