14 aprile 2007 —
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sezione: Attualità
ROMA. «Parole false e incoscienti». Con molta durezza, Romano Prodi ha replicato a Gianfranco Fini, che gli aveva attribuito lintenzione di un ritiro dei militari italiani in Afghanistan se Karzai non si fosse adoperato a intercedere con i talebani sul sequestro Mastrogiacomo. «Con Karzai non ho mai accennato a un ritiro», ha risposto il premier in una intervista al Tg1.
Prodi ha parlato di «basse speculazioni politiche», cosa non capitata in nessun altro paese. Israele ha trattato la liberazione di trecento terroristi. Quella dei marines inglesi in Iran «non è certo avvenuta per il sorriso di qualcuno».
Fini, che aveva lanciato il sasso nella seduta dellaltro giorno alla Camera, parla di stizza da parte di Prodi e si dice certo di aver colpito nel segno. Il Prodi stizzito era quello che poco prima aveva parlato di «fandonie, solo fandonie» e aveva accusato Fini di non aver mostrato alcun documento», perché non ne ha.
Anche la giornata di ieri ha confermato le riserve, non solo dellUdc, ma di Forza Italia e del suoi leader sulla scelta politica di An. Silvio Berlusconi, sollecitato sulla vicenda Mastrogiacomo, ha confermato: «Lho già detto, ci sono casi in cui bisogna guardare allinteresse nazionale e internazionale e comportarsi di conseguenza». «Chiudere, voltare pagine», ha commentato Claudio Scajola, Fi, presidente del Copaco. Anche Bobo Craxi, sottosegretario agli Esteri, parla di «eccesso di disinvoltura» di Fini e dice che le sue accuse sono «infondate».
«Se mi si costringe a scegliere tra Romano Prodi bugiardo e Karzai sincero o viceversa, io scelgo con convinzione e amor patrio, Prodi sincero». Parole di Francesco Cossiga.
Intanto, mentre lOccidente si interroga se sia opportuno o no coinvolgere i talebani in una strategia politica di pacificazione dellAfghanistan, il rappresentante Onu Tom Koenigs rivela che le Nazioni Unite già trattano a livello locale con i rappresentanti degli ex studenti di teologia. Koenigs spiega che «le Nazioni Unite tentano mediante accordi di cessate il fuoco di integrare al più presto tutti»: i conflitti politici - dice - devono essere discussi al tavolo delle trattative e risolti con il dialogo».
I bollettini di guerra in arrivo dal paese asiatico, intanto, continuano ad annunciare morti. Lultima battaglia si è consumata ieri a Salgine, nella provincia meridionale di Helmand: uno scontro durissimo che ha impegnato le forze Nato e lesercito di Karzai per cinque lunghe ore durante le quali sarebbero stati uccisi 35 guerriglieri talebani. Alla lista dei caduti, però, si va ad aggiungere anche il nome di un soldato britannico del Royal Anglian Regiment morto «in un pattugliamento di routine».
Dei feriti di altre guerre, da domani, si occuperanno invece i medici e gli infermieri di Emergency che hanno lasciato Kabul. Lorganizzazione di Gino Strada sta provvedendo al loro trasferimento da Dubai. Destinazioni Cambogia, Ciad, Sierra Leone e Sudan.(r.v.)