Ramiro, il bel tenebroso che predica il futsal

I suoi tratti somatici sembrano quelli di un ragazzo, anche un po' sbarazzino, ed i suoi quarantadue anni li porta con disinvoltura. E' Ramiro Lopez Diaz, il «mister» per eccellenza che ha saputo trasformare in appena due anni una Marca Trevigiana solo vogliosa di risultati in una formazione vincente. Nato a Vigo, in Spagna, da giovane giocatore di calcio a cinque dai piedi buoni, come lui stesso afferma, e dalla visone di gioco eccellente, ha «studiato» da allenatore prima nel suo club di origine, Vigo, per poi passare alla Ourense, all'Aviles, al Melilla. Quindi è stato chiamato in Italia dalla Luparense.
L'anno scorso è sbarcato alla corte di Massimo Bello in quanto il progetto del presidente castellano lo affascinava. E qualcuno lo ha già definito il 3º re di Spagna...
Grande cultura del lavoro, gioco a tutto campo. Teorie e schemi sono quelli tipici della Spagna e lui, con i dovuti adattamenti al campionato italiano, li ha proposti a Bello che gli ha fatto firmare, due stagioni or sono, un contratto triennale con un piano preciso: in tre anni dobbiamo andare in A/1 e se ci riusciamo la clausola è di un altro contratto di tre anni, con le modifiche del caso. Ed è quel che si sta verificando oggi. Le sue frasi collimano con il suo carattere di persona puntigliosa, che non lascia nulla al caso. I suoi schemi possono essere «divulgati» come è successo nel corso di una serata nella quale oltre una trentina di allenatori della provincia di Treviso lo hanno «religiosamente» ascoltato e lui, pur parco nelle risposte, li ha catechizzati con i suoi 2x1, 3x1 ed il 4x0. L'unione e la disciplina di tutti sono necessarie per ottenere risultati, diceva all'inizio: «Ma non bisogna dimenticare che quando si vince non siamo cosi bravi e quando si perde non siamo cosi scarsi».
Quest'anno la final eight di Coppa Italia di A/2 prevedeva che a metà campionato le prime 4 del girone A e del girone B facessero la fase finale. La Marca ci è arrivata e mister Ramiro ammetteva: «E' un'occasione estremamente interessante perché, in definitiva, ci sono le migliori 8 d'Italia ed è un momento di crescita delle società della zona, che possono vedere da vicino squadre con modi diversi di giocare, un mini torneo molto spettacolare».
Il Veneto in effetti sta imparando assai velocemente ed ha moltissime formazioni di ottimo livello, alcune già di vertice, e la gran parte che aspirano a salire di categoria. Anche il settore giovanile regionale è in crescita, come testimonia la stessa Marca Trevigiana con i suoi successi nei campionati di vivaio. In Coppa Italia la Marca, che giocava in casa in quanto ha organizzato l'evento, ha fallito l'obbiettivo di poco, andando in finale. «Il Napoli - ha ammesso Ramiro - con il suo tipo di gioco è riuscito a fermarci. Ma è stata una sconfitta di cui la squadra ha fatto tesoro».
Ora, vinto il campionato con una giornata di anticipo e festeggiata la promozione, non c'è comunque tregua: ieri mattina tutti in palestra a smaltire la serata di baldoria perché si deve terminare la stagione in bellezza e poi ci sarà l'appendice delle finali per lo scudetto. Non è detto che la Marca Trevigiana e Ramiro Diaz non facciano un altro bel regalo al presidente Bello.