Senza Titolo

Accanto al torrione di San Tommaso vi è la grande curva di viale Nino Bixio dove confluiscono via Siora Andriana del Vescovo e via Ugo Foscolo, le quali abbracciano lo Stadio Comunale intitolato nel 1963 al campione di motociclismo Omobono Tenni. Nato a Tirano, Sondrio, il 24 luglio 1905, ma trevigiano di adozione, nel 1937 divenne un mito vincendo il «Tourist Trophy» e il Gran Premio d'Europa. Nel 1938 migliorò ben 18 records mondiali sulla pista dell'autodromo di Monza. La Guzzi affidò sempre a lui il collaudo dei suoi modelli. A Berna, il 10 luglio 1948, perse la vita ed entrò nella leggenda. I veneziani Giustinian possedevano vasti terreni agricoli nella zona di Selvana e nel '700 vi costruirono la loro villa che ebbe come parco l'intera area dell'attuale Stadio Comunale. Nella villa si recava in villeggiatura il vescovo trevigiano Paolo-Francesco Giustinian frequentandola per lungo tempo, tanto che la località fu detta «del Vescovo». Nell'800, titolare dell'osteria «alla campana» fu per molti anni Andriana Caeran e il suo nome fu associato alla memoria del prelato del secolo precedente. Ecco l'origine del toponimo «Andriana del Vescovo». L'osteria fu demolita poiché, scrive Giovanni Netto, «disturbava l'imbocco della nuova via Rota su via Piave». Dopo i primi campi di fortuna, scrive Giorgio Garatti in «Sport e Giochi nella Marca Trevigiana», il calcio a Treviso trovò ospitalità sino al 1916 sul terreno ubicato all'inizio del Terraglio, proprietà De Donà, quindi all'Eden sul campo Appiani fino al 1919; poi a Frà Giocondo nei pressi della Caserma Lancieri Novara, a San Zeno sul campo Van den Borre e infine a Santa Maria del Rovere in Piazza d'Armi. Nel 1921 fu inaugurato il campo sportivo dell'Excelsior Fbc nell'attuale Città Giardino con l'uso temporaneo di un tratto dell'ex ortaglia della Raffineria, nel marzo 1922 altri campi a Porta Calvi e sul Terraglio. Nel 1927 si provvide alla sistemazione del campo sportivo di Sm del Rovere con la costruzione di una tribuna e nel 1933 fu inaugurato l'attuale Stadio Comunale. Vicino allo Stadio vi è anche la via Piave, asse di un quartiere formatosi tra il 1915 e il 1930 tra la Pontebbana e la ferrovia per Udine, in un'area in cui fin dal 1500 era stato il campo delle esercitazioni militari, negli ultimi tempi piazza d'armi austriaca e italiana; lo spazio però si è ridotto sempre più sino a scomparire del tutto. Da questa parte, nel Medioevo, vi erano i colmelli di Spineda, nome derivato dai fitti arbusti spinosi, e di Selvana, denominazione di origine boschiva. Si è conservato il nome Selvana, zona che giungeva alle rive del Limbraga. Sulle rive del fiume vi era una vasta spianata, frequentemente destinata alle esecuzioni capitali che nel Medioevo consistevano in decapitazione, rogo, impiccagione e propagginazione, cioè sotterrare qualcuno vivo a testa in giù. Il 19 maggio 1214 quello spazio risuonò di canti e grida: si celebrava la festa del Castello d'Amore fra giovani cavalieri giunti da tutto il Veneto: dovevano assalire la fortezza dove si erano rinchiuse dame e damigelle trevigiane che si difendevano lanciando frutta, dolci e fiori. L'epilogo fu disastroso: il gruppo dei padovani assali quello dei veneziani che stavano vincendo e ne derivò una guerra che durò due anni. Sempre in quella zona una via conserva il curioso nome di «strada delle Belle Gambe». Sembra che nelle vicinanze vi fosse un ponte cosi denominato in quanto, essendo di legno, era soggetto a frequenti guasti. Era quindi necessario togliersi le calze e sollevare le gonne per passare a guado il corso d'acqua sottostante. (f.t.)