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Melita «oscura» anche le star


 TREVISO. Ha rischiato di finire in discarica per colpa di quattro ragazzotti che, vedendola poco disponibile, avevano puntato sulla sua diretta concorrente, la fiorentina Guendalina (che abita a Milano e ama il lusso: per questo è stata ribattezzata La Milanese Puzzona), più montata, ma palesemente bisognosa di un maschietto d’appoggio, cioè di loro. Melita si è salvata per il rotto della cuffia, solo perchè uno dei ragazzotti, quello decisivo, ha fatto la nomination in base alla dolcezza del nome. Melita si prende, a poche ore dal pericolo scampato, la soddisfazione di balzare in testa ai sondaggi del gradimento del pubblico del Corriere: il 31% degli italiani che hanno visto il Grande Fratello (la totalità dei connazionali, per fortuna, è un’altra cosa) vota per la trevigiana. E in un altro sondaggio, quello di Repubblica, tra presentatori e concorrenti di reality show risulta seconda solo ad Alessia Marcuzzi, davanti a Marco Liorni e Simona Ventura, ben prima di Maria De Filippi.
 Melita Toniolo, insomma, stando al sondaggio di queste ore, è la più gradita al pubblico tivù tra i “prigionieri” del Gf appena iniziato.
 Certamente siamo solo all’inizio, ma, come dice papà Sandro - al ritorno dal tour de force romano nel quale, assieme alla moglie Dina, è andato ad assistere all’entrata della procace figliola nella Casa - questo significa due settimane in tivù, ovvero un primo obiettivo raggiunto. «Anche se dovessero “nominarla” la prossima settimana, Melita dovrà restare dentro altri sette giorni. Da niente a questo, c’è già una bella differenza. Per me ha già vinto. Poi, certo, i voti sono un’altra cosa: quelle del Sud, ci hanno spiegato, sono favorite in questo senso. Speriamo che i trevigiani tifino e votino».
 La prima nomination, Melita l’ha subita a freddo già nella sera d’entrata: i maschietti della Casa sono stati chiamati a decidere chi, tra lei e Guendalina, doveva uscire. Ha vinto Melita per un sol voto, ma la sua concorrente non è stata sbattuta fuori: è fininita, insieme ad altri, in una specie di sottoscala (detto La Discarica). «Nella Discarica però - dice con piglio concreto papà Sandro al bar Tre Molini di Cavrie di San Biagio - non si rischia la nomination: forse a Melita, con il suo spirito di adattamento, sarebbe andata meglio così. Ma chi sapeva che c’era anche questa soluzione? Io e mia moglie, quando ha vinto la votazione, abbiamo tirato un sospirone: Melita aveva detto che avrebbe tollerato tutto, ma non di uscire appena entrata». Contrariamente a quel che si può pensare, papà Sandro è un personaggio disincantato e... laico. Al punto che non si lascia irretire dal sistema del Gf. «Guardare sempre mia figlia in tivù? No, io la conosco e non ho bisogno di guardarla. Spero si comporti bene, come sa fare. Domani sera vado invece a vedermi Benigni che recita Dante a Jesolo: me li ha dati mia figlia, i biglietti. Voi pensate quel che volete, ma è una bravissima ragazza. Le foto nude? Se non conosceva il fotografo, ha sempre voluto che la accompagnassi». Come dire: i problemi veri sono altri. Certo il parroco di Cavrie, don Loris Fregona, già passato alle cronache per aver rifiutato il battesimo a un neonato perchè la mamma aveva la gonna troppo corta, non collabora molto a creare l’immagine angelica. «Brava ragazza la Melita? Non venitelo a chiedere a me. Se volete vi accompagno al bar e lì sanno dirvi di più», dice nascondendosi al fotografo. Ma papà Sandro spiega: «Ci conosce poco, nel senso che ci ha avuto poco come clienti». Tiè.
 La frazione di Cavrie, appena discosta dalla statale Postumia, intanto, vive il suo giorno di gloria: troupe televisive e giornalisti ovunque. E quel nome esotico sulla bocca di tutti. E’ esotico anche il nome della sorella, Pamela, che gestisce il bar “San José” a Silea. «Ieri sera non sono riuscita a vederla per più di cinque minuti - racconta - Avevano una televisionuccia di fortuna, al bar, e mentre gli altri hanno seguito tutto, io mi sono troppo emozionata. Anch’io sono convinta che, se avesse perso la sfida con Guendalina, in Discarica se la sarebbe cavata benissimo: non ha la puzza sotto il naso, mia sorella, si sa arrangiare». Anche la sindachessa di San Biagio, Manuela Fiorotto, tifa per lei: «Non sono riuscita a vederla perchè avevo una riunione politica, ma la conosco, è una ragazza senza troppe arie. So che rischiava di andar fuori, ma è rimasta: vuol dire che in poco tempo è riuscita a farsi apprezzare come merita. Per lei questo era un traguardo e io sono contenta per lei. E poi San Biagio ha il suo momento di gloria».
- Antonio Frigo

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