20 gennaio 2007 —
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TREVISO. Ha rischiato di finire in discarica per colpa di quattro ragazzotti che, vedendola poco disponibile, avevano puntato sulla sua diretta concorrente, la fiorentina Guendalina (che abita a Milano e ama il lusso: per questo è stata ribattezzata La Milanese Puzzona), più montata, ma palesemente bisognosa di un maschietto dappoggio, cioè di loro. Melita si è salvata per il rotto della cuffia, solo perchè uno dei ragazzotti, quello decisivo, ha fatto la nomination in base alla dolcezza del nome. Melita si prende, a poche ore dal pericolo scampato, la soddisfazione di balzare in testa ai sondaggi del gradimento del pubblico del Corriere: il 31% degli italiani che hanno visto il Grande Fratello (la totalità dei connazionali, per fortuna, è unaltra cosa) vota per la trevigiana. E in un altro sondaggio, quello di Repubblica, tra presentatori e concorrenti di reality show risulta seconda solo ad Alessia Marcuzzi, davanti a Marco Liorni e Simona Ventura, ben prima di Maria De Filippi.
Melita Toniolo, insomma, stando al sondaggio di queste ore, è la più gradita al pubblico tivù tra i prigionieri del Gf appena iniziato.
Certamente siamo solo allinizio, ma, come dice papà Sandro - al ritorno dal tour de force romano nel quale, assieme alla moglie Dina, è andato ad assistere allentrata della procace figliola nella Casa - questo significa due settimane in tivù, ovvero un primo obiettivo raggiunto. «Anche se dovessero nominarla la prossima settimana, Melita dovrà restare dentro altri sette giorni. Da niente a questo, cè già una bella differenza. Per me ha già vinto. Poi, certo, i voti sono unaltra cosa: quelle del Sud, ci hanno spiegato, sono favorite in questo senso. Speriamo che i trevigiani tifino e votino».
La prima nomination, Melita lha subita a freddo già nella sera dentrata: i maschietti della Casa sono stati chiamati a decidere chi, tra lei e Guendalina, doveva uscire. Ha vinto Melita per un sol voto, ma la sua concorrente non è stata sbattuta fuori: è fininita, insieme ad altri, in una specie di sottoscala (detto La Discarica). «Nella Discarica però - dice con piglio concreto papà Sandro al bar Tre Molini di Cavrie di San Biagio - non si rischia la nomination: forse a Melita, con il suo spirito di adattamento, sarebbe andata meglio così. Ma chi sapeva che cera anche questa soluzione? Io e mia moglie, quando ha vinto la votazione, abbiamo tirato un sospirone: Melita aveva detto che avrebbe tollerato tutto, ma non di uscire appena entrata». Contrariamente a quel che si può pensare, papà Sandro è un personaggio disincantato e... laico. Al punto che non si lascia irretire dal sistema del Gf. «Guardare sempre mia figlia in tivù? No, io la conosco e non ho bisogno di guardarla. Spero si comporti bene, come sa fare. Domani sera vado invece a vedermi Benigni che recita Dante a Jesolo: me li ha dati mia figlia, i biglietti. Voi pensate quel che volete, ma è una bravissima ragazza. Le foto nude? Se non conosceva il fotografo, ha sempre voluto che la accompagnassi». Come dire: i problemi veri sono altri. Certo il parroco di Cavrie, don Loris Fregona, già passato alle cronache per aver rifiutato il battesimo a un neonato perchè la mamma aveva la gonna troppo corta, non collabora molto a creare limmagine angelica. «Brava ragazza la Melita? Non venitelo a chiedere a me. Se volete vi accompagno al bar e lì sanno dirvi di più», dice nascondendosi al fotografo. Ma papà Sandro spiega: «Ci conosce poco, nel senso che ci ha avuto poco come clienti». Tiè.
La frazione di Cavrie, appena discosta dalla statale Postumia, intanto, vive il suo giorno di gloria: troupe televisive e giornalisti ovunque. E quel nome esotico sulla bocca di tutti. E esotico anche il nome della sorella, Pamela, che gestisce il bar San José a Silea. «Ieri sera non sono riuscita a vederla per più di cinque minuti - racconta - Avevano una televisionuccia di fortuna, al bar, e mentre gli altri hanno seguito tutto, io mi sono troppo emozionata. Anchio sono convinta che, se avesse perso la sfida con Guendalina, in Discarica se la sarebbe cavata benissimo: non ha la puzza sotto il naso, mia sorella, si sa arrangiare». Anche la sindachessa di San Biagio, Manuela Fiorotto, tifa per lei: «Non sono riuscita a vederla perchè avevo una riunione politica, ma la conosco, è una ragazza senza troppe arie. So che rischiava di andar fuori, ma è rimasta: vuol dire che in poco tempo è riuscita a farsi apprezzare come merita. Per lei questo era un traguardo e io sono contenta per lei. E poi San Biagio ha il suo momento di gloria».
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Antonio Frigo