15 novembre 2006 —
pagina 37
sezione: Provincia
VITTORIO VENETO. «Confermo: la sepoltura delle monache sarà vietata allinterno del monastero. Altrimenti scatta il vincolo cimiteriale che paralizza il centro di San Giacomo, impedendo ogni costruzione». Lo ribadisce il sindaco Giancarlo Scottà, dopo lassemblea del quartiere sulla palestra, in cui è stata ribadita la «unanime» volontà di realizzare limpianto nel brolo dellinsediamento religioso. Lhanno sostenuto anche il consiglio di quartiere e gli esponenti politici presenti, da Giovanni Napol a Michele Bastanzetti, ad Antonio Da Re, a numerosi assessori e consiglieri comunali. Oltre un centinaio di persone ha partecipato allincontro organizzato dalla presidenza del quartiere alle ex Filande per fare il punto sul controverso tema della palestra alle spalle del monastero. Nonostante lassenza di numerosi fra i diretti interessati, a cominciare dalla procura del monastero e dalle stesse monache (che hanno spiegato in differenti lettere la loro posizione), lincontro è stato vivace. Il sindaco ha raccontato la storia dei suoi incontri con i vari rappresentanti della comunità religiosa, spiegando di aver raggiunto un accordo con le monache che prevedeva la costruzione della palestra e lassegnazione al monastero di una fascia di rispetto, ma che lintesa è stata poi superata per lintervento di chi - ha osservato - «ha voluto mettere le mani nella marmellata». Ha aggiunto di essere in attesa del pronunciamento del Tar sui ricorsi, in agenda il 14 dicembre, e ha puntualizzato che sulla base dellesito della sentenza convocherà di nuovo il quartiere per decidere il da farsi. Qualora dal tribunale dovessero scaturire problemi per il sito prescelto, lamministrazione comunale «consulterà la popolazione di San Giacomo sulleventuale, nuova collocazione dellimpianto». Il sindaco ha provveduto a confermare lordinanza con cui impedisce nuove sepolture allinterno del monastero. «La questione del vincolo cimiteriale non labbiamo sollevata noi - ha precisato - Lamministrazione che rappresento ritiene che il vincolo non ci sia. Se così fosse, avrebbe ragione chi del Consiglio di quartiere ha detto che dovremmo abbattere buona parte del centro di San Giacomo. Siccome non cè il vincolo, non ci deve essere neppure il cimitero. Le sepolture, dora in avanti, dovranno essere fatte nel vicino camposanto». La posizione del QUartiere, che è di preoccupazione, è stata rappresentata da Bassetto e Dal Bo, che hanno fra laltro osservato come San Giacomo sia attraversata ogni giorno da 29 mila veicoli soltanto lungo la strada del centro. (f.d.m.)