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Bloccato il cimitero delle suore

 VITTORIO VENETO. «Confermo: la sepoltura delle monache sarà vietata all’interno del monastero. Altrimenti scatta il vincolo cimiteriale che paralizza il centro di San Giacomo, impedendo ogni costruzione». Lo ribadisce il sindaco Giancarlo Scottà, dopo l’assemblea del quartiere sulla palestra, in cui è stata ribadita la «unanime» volontà di realizzare l’impianto nel brolo dell’insediamento religioso. L’hanno sostenuto anche il consiglio di quartiere e gli esponenti politici presenti, da Giovanni Napol a Michele Bastanzetti, ad Antonio Da Re, a numerosi assessori e consiglieri comunali. Oltre un centinaio di persone ha partecipato all’incontro organizzato dalla presidenza del quartiere alle ex Filande per fare il punto sul controverso tema della palestra alle spalle del monastero. Nonostante l’assenza di numerosi fra i diretti interessati, a cominciare dalla procura del monastero e dalle stesse monache (che hanno spiegato in differenti lettere la loro posizione), l’incontro è stato vivace. Il sindaco ha raccontato la storia dei suoi incontri con i vari rappresentanti della comunità religiosa, spiegando di aver raggiunto un accordo con le monache che prevedeva la costruzione della palestra e l’assegnazione al monastero di una fascia di rispetto, ma che l’intesa è stata poi superata per l’intervento di chi - ha osservato - «ha voluto mettere le mani nella marmellata». Ha aggiunto di essere in attesa del pronunciamento del Tar sui ricorsi, in agenda il 14 dicembre, e ha puntualizzato che sulla base dell’esito della sentenza convocherà di nuovo il quartiere per decidere il da farsi. Qualora dal tribunale dovessero scaturire problemi per il sito prescelto, l’amministrazione comunale «consulterà la popolazione di San Giacomo sull’eventuale, nuova collocazione dell’impianto». Il sindaco ha provveduto a confermare l’ordinanza con cui impedisce nuove sepolture all’interno del monastero. «La questione del vincolo cimiteriale non l’abbiamo sollevata noi - ha precisato - L’amministrazione che rappresento ritiene che il vincolo non ci sia. Se così fosse, avrebbe ragione chi del Consiglio di quartiere ha detto che dovremmo abbattere buona parte del centro di San Giacomo. Siccome non c’è il vincolo, non ci deve essere neppure il cimitero. Le sepolture, d’ora in avanti, dovranno essere fatte nel vicino camposanto». La posizione del QUartiere, che è di preoccupazione, è stata rappresentata da Bassetto e Dal Bo, che hanno fra l’altro osservato come San Giacomo sia attraversata ogni giorno da 29 mila veicoli soltanto lungo la strada del centro. (f.d.m.)

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