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Calearo fa rotta verso il Sudamerica e la Cina

 VICENZA. Mire ambiziose per Calearo. Il gruppo, leader assoluto in Europa per la produzione di antenne per auto, progetta un’espansione internazionale che nell’arco di «2/3 anni dovrebbe portare ad un raddoppio del giro d’affari, a circa 90 milioni di euro». Parola del presidente Massimo Calearo. La sua multinazionale tascabile realizza già oggi il 90 per cento dei ricavi sulle piazze internazionali e nell’arco del biennio intende aumentare la presenza di unità produttive estere.
 In due anni saranno attivati due insediamenti per coprire il mercato del Sudamerica, Brasile e Argentina innanzitutto e un ulteriore sito dovrebbe sorgere nella Repubblica Popolare Cinese, dove Calearo sta già servendo Nissan. «Con l’obbiettivo in seguito di aggredire anche il Nord America».
 Queste le tappe. Entro il 2007, l’attuale presidente di Confindustria Vicenza e di Federmeccanica nazionale conta incamerare un +41% sul nucleo vitale del Gruppo, la Calearo Antenne. «Se andrà tutto come previsto già dall’anno prossimo porteremo l’attuale fatturato della nostra divisione principale, che realizza circa 31 milioni di euro su un totale di 45 del Gruppo, ad un aumento di 13 milioni di euro». All’orizzonte ci sarebbero sia joint venture che possibili acquisizioni. E poiché Calearo non è soggetto da accontentarsi, la prospettiva è aumentare un’altra divisione strategica della compagnia, quella delle Tlc. «Nei prossimi anni vogliamo investire molto sulle tecnologie di trasmissione, sia per le applicazioni del wireless che di tutti i sistemi che si avvalgono della tecnologia senza fili, dalla video sorveglianza, controlli accessi» continua Calearo. Non è finita. Per sorreggere il cuore innovativo dell’azienda si punterà anche su CeRCa, il primo centro di ricerca italiano per le radiofrequenze e telecomunicazioni su cui la Calearo ha investito quasi 5 milioni di euro per un’area di circa tremila metri quadri.
 «Il nostro sogno si chiama Vicenza Valley, un centro di eccellenza per il Nordest, da mettere a servizio anche delle altre imprese nel prossimo futuro». «Mai sentito parlare del fattore C? Bè per me significa Calearo - afferma ironicamente l’imprenditore - e si fonda su tre comandamenti che sono uomini-prodotto-mercato: con questo credo difficilmente un’azienda entra in crisi». Il mercato oggi vuole tecnologia e la capacità di seguire il cliente dove è insediato. E per il gruppo Calearo - con un parco clienti tra cui Ferrari, Nissan, Skoda, Renault, Seat, Volkswagen e che nell’ultima settimana ha vinto una commessa per 500 8c, l’auto del rilancio della scuderia Alfa Romeo - essere globale è un dictat.
 «Oggi gli stabilimenti, almeno per il settore automobilistico, devono avere vicino i loro fornitori. Ecco perché abbiamo scelto di realizzare un’unità produttiva in Slovacchia, che sta diventando il più importante centro produttivo per l’auto dell’Europa orientale. Il cervello e i nostri talenti resteranno sempre a Isola Vicentina, ma le braccia devono essere vicino al cliente». Seguendo questa strategia Calearo ha allo studio una joint venture, sul modello di Fiat-Tata, per approdare in Brasile. «Siamo in Sudamerica come fornitore e partner di tecnologia di una grande azienda argentina, la Felko. Dobbiamo ora trovare un partner con cui andare sul mercato brasiliano».
 Calearo ha più di un asso nella manica per riuscire nel suo proposito. Una relazione che si sta consolidando tra gli industriali vicentini e quelli brasiliani, fortificata dall’amicizia personale tra Calearo e Paolo Tigre, presidente degli imprenditori del Rio Grande do Sur, regione dove sorge la più importante enclave vicentina. Il fine ultimo? «Diventare la Ferrari delle Antenne».