«Vittorio Emanuele è stato calunniato»

«Non smentiamo di aver avuto il privilegio di incontrare Vittorio Emanuele: poiché la sua volontà è quella di ristabilire la verità, non intendiamo certo iniziare il percorso affidatoci con una bugia». Il giorno dopo la notizia rimbalzata da Milano secondo cui uno studio legale trevigiano rappresenterà Casa Savoia, i diretti interessati confermano di aver ricevuto il delicato incarico per tutelare l'immagine della famiglia reale. Ma gli «avvocati del re», i legali Sergio Calvetti e Francesco Murgia di più non aggiungono: «Nei prossimi giorni ci sarà una comunicazione ufficiale», si limitano a spiegare.
Una cosa è certa: il prestigioso incarico assunto dallo studio Calvetti - Murgia di via Calmaggiore fa brillare di luce riflessa l'intero Foro trevigiano. La preparazione dei suoi legali, evidentemente, ha superato i ristretti confini provinciali, raggiungendo addirittura la residenza reale. Il mandato firmato da Vittorio Emanuele prevede la tutela dell'immagine di casa Savoia con riferimento ad alcune notizie apparse sulla stampa nel corso delle ultime settimane, da quando il principe è finito in carcere con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falso e sfruttamento della prostituzione. Gli avvocati trevigiani dovranno passare al setaccio gli articoli e i servizi televisivi per individuare eventuali manipolazioni dei fatti e strumentalizzazioni che hanno nuociuto alla casa reale. Sotto la lente d'ingrndimento, in particolare, la frase attribuita a Vittorio Emanuele con riferimento al caso di Dirk Hamer, lo studente tedesco ucciso nel '78 da una pallottola partita accidentalmente dal fucile del principe. «Avevo torto e li ho fregati. Ero sicuro di vincere», avrebbe detto ad alcuni detenuti il figlio del re lo scorso giugno, mentre si trovava rinchiuso nel carcere di Potenza, commentando la mite sentenza della Corte d'Assise francese. Una dichiarazione che ha avuto pesanti conseguenze non soltanto sul piano dell'immagine, ma anche su quello del procedimento giudiziario. In realtà non sarebbe quello pubblicato il reale contenuto di quanto «catturato» dagli investigatori attraverso le intercettazioni ambientali. «Quella frase non è stata mai pronunciata», assicurano Calvetti e Murgia. Che, di più, però non vogliono rivelare. Ma nei prossimi giorni, si apprende sempre da ambienti milanesi, è previsto un incontro con la stampa che farà luce anche questo scottante aspetto della vicenda giudiziaria di Vittorio Emanuele. I due legali sono già al lavoro: ieri mattina, nonostante la giornata prefestiva, erano entrambi in studio, impegnati nei primi accertamenti. Il mandato dei Savoia è frutto di un rapporto di fiducia di vecchia data. L'avvocato Calvetti, infatti, ha assistito la bella moglie di Emanuele Filiberto, Clotilde di Savoia (al secolo Matilde Courau), in alcuni contratti con Mediaset. La giovane, che è un'apprezzata attrice, si è avvalsa della consulenza legale dello studio di via Calmaggiore per assumere alcuni impegni professionali. E ora Calvetti, insieme al collega Murgia, si occuperà della tutela dell'immagine dell'intera famiglia reale. Il mandato è stato assunto l'altro giorno, dopo l'incontro in un noto ristorante del centro di Milano dove la presenza di Vittorio Emanuele e della consorte Marina Doria non è certo passata inosservata. I due professionisti trevigiani sono cosi entrati nel pool dei legali dei Savoia: di esso fa parte uno degli avvocati più importanti a livello nazionale, Giulia Bongiorno, che ha assunto la difesa del principe rispetto alle gravi accuse formuale dalla Procura di Potenza.
(Sabrina Tomè)