29 luglio 2006 —
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sezione: Provincia
VITTORIO VENETO. E morto, nella sua casa di Treviso, a seguito di un tumore, lonorevole Giovanni Meo Zilio, già sottosegretario alluniversità e assessore comunale di Vittorio Veneto, fino a due anni fa residente a Formeniga. «Continuava a ripetermi - ricorda il sindaco Giancarlo Scottà - dobbiamo dare alla città un colpo dala». I funerali si terranno martedì alle 11 nella chiesa di San Giuseppe.
Nato a Treviso il 24 ottobre 1923, terzo di 9 fratelli e sorelle, Meo Zilio è morto giovedì sera, assistito dalla moglie Silvia, dal figlio David e dai fratelli nella sua casa di San Giuseppe, nella cui parrocchiale i funerali verranno celebrati il 1º agosto, alle 11. Nonostante la malattia, si recava ancora alluniversità di Venezia, dove insegnava. Laureato in filosofia a Padova, ha fatto il giro delle università del mondo, a partire da quelle dellAmerica Latina, prima di approdare a Firenze e poi a Venezia, passando in seguito dalla California alla Germania. Per lui il dialetto veneto era una lingua. Meo Zilio, leghista della primora, è stato sottosegretario del primo Governo Berlusconi, al dicastero delluniversità e della ricerca scientifica; come assistente aveva Giovanni Braido, di Vittorio Veneto, oggi vicesindaco. Nellultimo governo Berlusconi, i ministri Maroni e Tremaglia lhanno voluto come loro consulente. Dopo essere stato per due anni assessore alla cultura nella prima giunta Scottà, Zilio ha lasciato lincarico perché non in sintonia con gli amministratori di Vittorio Veneto, ma con il sindaco Giancarlo Scottà ha tenuto un rapporto di cordialità, tanto da accettare anche lincarico di «consigliere speciale». «Quando avevo un problema, piccolo a grande che fosse - ammette Scottà - andavo sempre a consigliarmi da lui. Era davvero un grande saggio». «E un grande maestro, davvero un grande studioso delle nostre radici» aggiunge lassessore alla cultura Fabio Giradello. Commosso il ricordo di chi è stato dallaltra parte della barricata. «Meo Zilio? Una brava persona a cui la città deve rendere senzaltro omaggio - riconosce Adriana Costantini, consigliere dei Democratici di sinistra - Era un gentiluomo daltri tempi, dalla rara sensibilità. Onesto, attaccato alla sua gente, ma sempre corretto, aperto al confronto». E continua: «Anzi, posso aggiungere che la sua correttezza politica è stata esemplare. Il professore sapeva ascoltare, anche quando dissentiva. Possiamo dirlo? Un leghista atipico».
Tra le ultime sue battaglie, quella per il voto degli italiani allestero. Questa mattina e domani, Zilio sarà ricordato dai «Trevisani nel mondo» nellassemblea di Follina e nel raduno del Cansiglio.
«I nostri emigranti - scriveva - con il sacco sulle spalle (con la valigia di legno in un secondo tempo e di cartone in un terzo), fin dal secolo scorso hanno alleviato la nostra pressione demografica, hanno reso un servizio storico allItalia, ci hanno alleviati dalla fame, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, con le loro rimesse, e oggi acquistano in primis prodotti italiani e quindi potenziano il commercio e leconomia del nostro paese. Si valuta in oltre 100.000 miliardi lindotto proveniente dalla collaborazione economica dei nostri emigrati». Ai funerali del primo agosto, a Treviso, parteciperà la giunta comunale di Vittorio Veneto con il gonfalone, decorato di medaglia doto alla resistenza. Zilio, infatti, era orgoglioso del suo passata da partigiano.
(Francesco Dal Mas)