Addio al maestro Bruno Pasut

Pilastro della vita musicale della città per settant'anni, pianista, compositore e direttore d'orchestra. Si è spento a 92 anni, nella sua casa di via Tommaseo, il maestro Bruno Pasut. Se ne è andato portando con sé l'unico sogno non realizzato: trasformare in conservatorio il liceo Manzato che lui stesso aveva contribuito a fondare dedicando entusiasmo ed energia direttore ed insegnante.
Originario di Spresiano, dove era nato il 17 maggio 1934, Pasut aveva cominciato a studiare musica a Roma, dove era stato sfollato con la famiglia durante la prima guerra mondiale. Tra mille difficoltà (era secondo di sette figli) Pasut continuò a studiare dopo il ritorno a Treviso collezionando diplomi e onorificenze. Organista, pianista, direttore di coro e di orchestra, compositore, didatta, organizzatore e fondatore di gruppi strumentali e corali, nonché musicologo. E' una delle figure di maggiore rilievo dei pianisti trevigiani del Novecento. Maestro indimenticato per molti musicisti. Per Treviso il nome di Pasut è legato al liceo Manzato che ha diretto dal 1945 al 1953, per poi continuare a sostenerlo come consulente artistico fino al 1973. Innumerevoli le composizioni che portano il suo nome. Pasut non aveva ancora il diploma di pianoforte (conseguito alS.Cecilia di Roma nel 1934, dopo aver studiato con il maestro Giulio Tirindelli), quando divenne organista, nel 1928, della Cattedrale di Treviso. Rimase titolare fino al 1946. Quattro anni prima aveva iniziato a collaborare con la Fenice di Venezia come maestro sostituto e aiuto maestro di coro e poi come organista. Negli anni successivi ha diretto il liceo musicale di Rovigo, poi la Pontificia Cappella Antoniana di Padova. Quindi ha insegnato nei conservatori di Bologna, Torino, Venezia, Pesaro, Vicenza, e infine Adria e Castelfranco veneto. «Personalità vulcanica, talento innato per la musica, didatta efficace ma anche padre affettuoso». Le cinque figlie Laura, Gabriella, Paola, Bruna e Patrizia lo ricordano cosi, instancabile ed inesauribile. Era stato per nove anni presidente regionale dell'Asac. Tra le esperienze che lui amava ricordare l'Orchestra d'Archi con il professor Menenio Bortolozzi a Treviso e l'Otteto Polifonico Patavino. Pasut era rimasto vedovo della moglie Vittoria Salmasi nel 1995. Poi un ictus l'ha fermato due anni fa. Anche se infermo il maestro avrebbe voluto comporre una messa. L'ultimo saluto e tributo della città oggi alle 11.15 nella chiesa del Sacro Cuore. (m.s.)