Stadio intitolato al grande «Ciso» Soldan

CONEGLIANO.«Non ci pensavamo quasi più - afferma Luisa Soldan, visibilmente emozionata -. Non era un obbligo per nessuno, certo siamo felici che abbiano intitolato lo stadio comunale a mio marito, che ha sempre fatto con tanta passione il suo lavoro». Lavoro. Cosi, con semplicità, definisce la moglie la vita di un campione. Cosi, con parole buone, semplici, la moglie del portiere Narciso Soldan, morto prematuramente nel 1987, e famoso per la sua militanza all'Inter e al Milan, dove peraltro vinse, rispettivamente, due e uno scudetti, racconta l'emozione per un regalo gradito, anche se inaspettato. La carriera sportiva gloriosa di Narciso Soldan non si fermò dopo la conclusione delle sue gesta tra i pali, ma continuò in veste di allenatore.
«Teneva tantissimo ai piccoli - continua la moglie - curava in modo particolare i bambini, perché gli piaceva seguirli, vedere come crescevano, aiutarli, educarli. A mio marito interessava costruire oltre all'atleta, anche la persona». Cosa che non accade quasi neanche più, all'ombra del calcio business, attento soprattutto ai risultati e al ritorno economico che un giocatore può rappresentare, più che all'aspetto complessivo della sua crescita. Si, crescita, perché - in fondo - pur sempre di ragazzi si tratta. Grande umanità, dunque, e uno sguardo particolare per i più piccoli, quella di «Ciso» Soldan. In piena sintonia, dunque, l'inaugurazione che avverrà lunedi primo maggio, all'interno del 1º Memorial Narciso Soldan, riservato alla categoria Pulcini (1996/97) che si disputerà allo Stadio Comunale di via Maset e vedrà la partecipazione di 12 squadre, tra cui l'Inter, oltre alle squadre locali: il Lourdes, padrone di casa e organizzatore con la collaborazione del Calcio Conegliano e il patrocino del Comune, il Parè e il Campolongo.
A raccontare il suo Narciso, oltre alle quattro figlie Francesca, Cristiana, Donatella e Rossella, c'è anche Michele Fiorot, uno degli «allievi» del grande «Ciso». «Narciso per noi ragazzi di allora - dice Fiorot - è stato una grandissima persona, che ci ha insegnato non solo il calcio, ma anche cos'è la vita. Ha saputo creare un clima bello, dove certo ci trovavamo per giocare a calcio, ma eravamo davvero tutti amici. Ci è rimasto nel cuore. L'inaugurazione dello stadio l'abbiamo fortemente voluta e il Memorial è voluto per ricordare l'aspetto ludico e formativo di questo sport, come ha sempre insegnato Soldan».
(Salima Barzanti)