Caso Enel, la Commissione Ue prende tempo


MILANO. Il giorno dopo la missione a Bruxelles di Tremonti è sceso in campo il presidente della commissione Ue con una presa di posizione cerchiobottista: «L'analisi sarà come sempre imparziale, basata sul diritto comunitario» ha detto Barroso rivolgendo un appello ai governi affinchè i problemi del settore dell'energia siano affrontati «senza una retorica nazionalista». Barroso ha pesato le parole e, sostanzialmente, non ha offerto a nessuno sponde che consentano di rivendicare un sostegno da parte della Commissione.
Ma ha lanciato un chiaro messaggio avvertendo che «bisogna avere il coraggio di dire no a 25 mini-mercati dell'energia», perché l'Europa ha bisogno di una dimensione consistente per affrontare la globalizzazione. Sulle ultime fusioni ha ribadito quello che avevano anticipato alcuni commissari. L'eurogoverno agirà in modo che siano rispettate le regole, seguendo il cammino del diritto, perché «se si sceglie la via della discrezione politica, si entra in una spirale di forze di conflitto di interessi». Il presidente della Commissione ha rilevato che bisogna «distinguere tra l'analisi di casi concreti e il principio», e «l'analisi dei casi concreti è orientata dalla legge in modo ligio». Parole che sono state accolte da Roma con una certa preoccupazione, quasi un segnale che Bruxelles difficilmente potrà bloccare la fusione Suez-Gdf. Tremonti, che esclude ritorsioni, ha preannunciato la pubblicazione di un documento ufficiale che ricostruirà tutta la vicenda e sottolineato che comunque «per l'Europa può essere il caso fatale. Può essere ciò che causa la fine del mercato unico europeo, ossia la fine dell'Europa». Parigi ha cercato di smussare le polemiche con Roma assicurando che il progetto di fusione tra Suez e GdF non influenzerà i 'buoni rapporti' tra i due Paesi. Le azioni dei due promessi sposi hanno intanto riguadagnato terreno. I titoli di Suez, trainati anche dalla speranza degli investitori di una possibile offensiva di Enel, hanno guadagnato il 3,59% mentre quelle di GdF sono salite del 2,14%. L'ad di Suez, Mestrallet ha lanciato un esplicito avvertimento all'Enel che lanciando un'opa oggi si scontrerebbe non più con una sola società, ma due ormai legate da un progetto «cui tutti riconoscono una logica industriale». Gli occhi sono quindi puntati sul cda di Enel che si riunirà l'8 marzo. Ieri ha tenuto banco l'ipotesi di fusione con Eni: l'ad Scarni ha detto di non aver ancora valutato le eventuali sinergie mentre sul fronte politico l'eventuale fusione incontra molti consensi ma poca convinzione. Accesa la polemica sulla tempistica dell'Enel. Rutelli parla di annunci avventati.

Andrea Di Stefano