Capitalia triplica l'utile del 2005

MILANO.Capitalia triplica l'utile nel 2005 e si pone come soggetto attivo delle aggregazioni fra le banche auspicate dalla Banca d'Italia e dal governo, che però devono avvenire «senza fretta» e che, malgrado la tempesta giudiziaria che si è abbattuta sul presidente Cesare Geronzi, può contare su un azionariato e un patto di sindacato stabili e bilanciati. A pochi giorni dall'interdizione del numero uno per la vicenda Parmalat, l'ad Matteo Arpe delinea il futuro della banca, facendo il punto sul piano industriale lanciato un anno fa. Arpe mette subito in chiaro che delle questioni politiche e delle inchieste giudiziarie non vuole parlare e ricorda come il consiglio di Capitalia abbia ribadito la sua piena fiducia a Geronzi. «Stima, fiducia e supporto», ricorda, sono arrivate anche dal patto di sindacato che raggruppa il 31% del capitale e nel quale, vi sono «ottimi rapporti» con il socio Abn sulla cui possibile uscita entro il mese di ottobre l'ad ha frenato: «Le loro dichiarazioni in tale senso non vanno in questa direzione». Sulle ipotesi di aggregazione fra le banche italiane circolate in questi giorni e rafforzate dall'orientamento favorevole del neo governatore Mario Draghi e dal ministro dell'economia Giulio Tremonti, Arpe avverte: «Non c'è fretta e il mercato italiano ha il grado di maturità per fare un buon lavoro» senza per questo avere la necessità di erigere barriere contro i soggetti esteri.