Boato: «Inceneritori mascherati»


RONCADE. «Lor signori li chiamano «termovalorizzatori», un nome che esiste solo in Italia, che non ha alcun riscontro né nella legislazione europea, né nella letteratura scientifica. Serve solo per indorare la pillola». Ha esordito con questa frase, a molti già nota, Michele Boato.
Il parlamentare dei Verdi, direttore della rivista Gaia, è stato molto franco nel corso della riunione, organizzata a Biancade, sullo scottante tema dei due inceneritori che dovrebbero sorgere a Nerbon di Silea e a Bonisiolo di Mogliano Veneto. Il primo dei due incontri pubblici dal titolo «Salute a rischio nel comune di Roncade?», fortemente voluto dal comitato cittadini di Biancade per sensibilizzare la popolazione sull'argomento, ha richiamato una folla numerosa e partecipe. Alla serata sono intervenuti, oltre a Michele Boato, anche il ricercatore Paolo Stevanato ed Ennio Nascimben, in qualità di rappresentante del nuovo gruppo «medici per l'ambiente» di Treviso.
«Quelle che ci propinano sono bugie - ha proseguito Boato - e i documenti di presentazione degli inceneritori, presentati in Regione da Unindustria Treviso e Venezia, sono assolutamente falsi». Il consenso, eventualmente accordato alla realizzazione delle due strutture, si baserebbe, dunque, su una serie di equivoci, primo tra tutti il luogo comune che l'energia termoelettrica sia ecosostenibile. Alla considerazione che i rifiuti non sono energia rin- novabile, va aggiunto il fatto che l'energia, risparmiata con il riciclaggio, è nettamente superiore a quella recupe- rata dall'incenerimento dei rifiuti, infatti «dall'incenerimento di un chilo di carta si recuperano 2.000 Kcal, mentre dal suo riciclo si risparmiano 3600 Kcal». Di riciclaggio si è occupato in maniera più approfondita Paolo Stevanato, che ha proposto alcune soluzioni alternative all'incenerimento dei rifiuti. Citando il decreto Ronchi del 1997, ha sottolineato la necessità di attuare una politica di prevenzione, basata sulla riduzione a monte dei rifiuti, e di ulteriore impulso al riciclaggio da parte delle amministrazioni comunali. Al dottor Nascimben è toccata la questione più scottante, quella sulle possibili conseguenze negative che un inceneritore potrebbe generare nei confronti della salute dell'uomo. Ripercussioni che, come emerso dagli studi dell'istituto superiore della sanità, non sono ipotesi, ma certezze. «Unindustria deve, dunque, fare un passo indietro, per ridiscutere i problemi sui rifiuti urbani e industriali», ha concluso l'assessore all'ambiente di Roncade, Guido Geromel, il cui monito è testimonianza dell'impegno del Consiglio comunale di Roncade per contrastare la realizzazione dei due falsi termovalorizzatori.

Chiara Tullio