Tre attaccanti pronti alla dura sfida con il gol

Fatto trenta, si poteva fare trentuno, ma il numero giusto non è uscito sulla ruota dell'Atahotel Quark di Milano. Il Treviso ha indiscutibilmente movimentato anche la sessione invernale del calciomercato, rinforzandosi sensibilmente in tutti i reparti, ma non è riuscito a mettere a segno il colpo tanto atteso, che avrebbe dovuto portare nella Marca il messia tanto atteso: il bomber dal gol facile che doveva trascinare il Treviso verso la salvezza. Cosi Alberto Cavasin, già accontentato con innesti importanti, dovrà fare di necessità virtù, e utilizzare al meglio le cinque punte che si ritrova a disposizione.
Che l'uomo insostituibile nello scacchiere del tecnico trevigiano sia Marco Borriello è ormai chiaro a tutti: da quando è arrivato, l'ex centravanti della Sampdoria ha sempre vestito una maglia da titolare, giocando sempre per oltre 90'. Lotta, si batte come un leone, sta migliorando anche nel gioco spalle alla porta, ma il gol ancora non è arrivato: ghiotte occasioni contro Udinese e Livorno, paratona di Ballotta domenica scorsa contro la Lazio, due rigori reclamati (al Friuli e contro l'Inter). Accanto a lui sta trovando spazio, spesso e volentieri, anche il capocannoniere di questo Treviso (con Pinga, che però non è un attaccante): Reginaldo, s'intende, che non è mica in doppia cifra, ma ha segnato solo 3 reti. Il brasiliano ha ritrovato considerazione nello scacchiere di Cavasin, ma gli manca continuità. Normale che il peso dell'attacco non possa ricadere solo sui due giovani punteri, ora ci sono da recuperare due attaccanti finiti in naftalina, e magari lanciare il talento di un altro giovanissimo. Bisogna quindi rilanciare la scommessa di Dino Fava, che alla fine non ha lasciato Treviso. A poco sono valsi i ripetuti tentativi di varie società di A e B nelle ultime settimane, le ultime ore hanno rivisto gli approcci di Brescia e Rimini, ma l'affare non si è chiuso. Il bomber di Sessa Aurunca, in comproprietà con l'Udinese, è rimasto a Lancenigo, e la chiusura del mercato non può che agevolarlo: il suo futuro è a Treviso, almeno fino a giugno, ora deve riconquistare la fiducia del tecnico. Non con i dribbling o il sacrificio in copertura, sono caratteristiche che non gli si addicono: ci vogliono cross, palloni vaganti in area, rapidità. Per aumentare il bottino, visto che le reti segnate al Parma e all'Empoli non bastano, e hanno fruttato un solo punto in classifica. In naftalina, ormai da tempo, c'è anche Gigi Beghetto. Non gioca da titolare dalla «prima» di Cavasin, contro il Palermo, è rimasto a casa contro la Juve per un problemino muscolare di lieve entità, poi ha sempre trovato meno spazio, tanto da finire ormai costantemente in tribuna. Eppure è a lui che si lega la prima vittoria del Treviso in A (a Reggio Calabria) e, come caratteristiche, è chiaro che il bassanese è l'autentica controfigura di Borriello. Due bomber navigati da recuperare, un giovane da lanciare: Robert Acquafresca si candida infatti come nome nuovo per l'attacco biancoceleste. Finora ha assaggiato la serie A solo per 6' (alla seconda di campionato contro il Livorno), ma domenica scorsa sembrava scoccata nuovamente la sua ora: Cavasin l'ha fatto scaldare a lungo, l'ha istruito a dovere, sembrava sul punto di mandarlo in campo. Invece niente. Naturalmente Robert non si abbatte, tra due settimane sarà l'alfiere della Primavera al torneo di Viareggio, è il capocannoniere della formazione di Bortoluzzi e vuole sfruttare il palcoscenico della Coppa Carnevale per convincere definitivamente Cavasin delle sue doti. Ci sarà spazio per vederli all'opera già questo pomeriggio: a Castello di Godego è infatti in programma un'amichevole (inizio ore 15).
In tivù.Su «La8», questa sera alle 20.30 va in onda «Calcio & calcio». L'ospite d'onore della serata sarà il capitano del Treviso, Francesco Parravicini.
(Massimo Guerretta) Beghetto.Dieci presenze, un gol. Classica prima punta, ottimo nel gioco aereo e nel far salire la squadra. Il suo impiego è stato caldeggiato anche dal bomber viola Luca Toni. Si integra bene con un brevilineo come Reginaldo.
Fava.Diciassette presenze, due gol. Rapace d'area, il classico bomber che segna i gol «facili» e che necessita di continui assist da fondo. Lui stesso poco tempo fa aveva lamentato la mancanza di cross nello sviluppo della manovra.