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Le suore: «Nessun accordo con Scottà sulla palestra»

 VITTORIO VENETO. Le monache di clausura del monastero di San Giacomo smentiscono il sindaco Giancarlo Scottà. «Non hanno raggiunto, tanto meno sottoscritto nessun accordo con l’amministrazione comunale» fa sapere Alberico Sonego, procuratore del monastero. Giancarlo Scottà ha ripetutamente affermato, infatti, di aver raggiunto un’intesa con le monache in base alla quale il Comune concede al monastero una fascia di rispetto di 50 metri intorno alla struttura e le suore cistercensi, dal canto loro, rinunciano al fazzoletto di terra a sud dell’immobile, per cui il Comune sarebbe nelle condizioni di realizzare un collegamento tra la futura palestra e la statale Alemagna. L’accordo sarebbe scattato se ieri la giunta regionale avesse dato il via libera alla variante del piano regolatore per l’atteso impianto sportivo. Cosa che non è avvenuta perché il tema sarà trattato prossimamente. Intanto la vicenda finisce in parlamento. Il senatore dell’Udeur Mauro Fabris ha infatti presentato un’interrogazione urgente ai ministeri dell’ambiente e dei beni culturali. Fabris ricostruisce storicamente la vicenda e chiede al governo «quali iniziative intenda intraprendere, sentito il parere della Soprintendenza e dei ministeri competenti, per assicurare la tutela e la salvaguardia del complesso monastico che è parte integrante della comunità di San Giacomo di Veglia dal 1909 e che garantisce la tutela delle Barchesse Cotta, bene di alto pregio storico ed artistico». In particolare Fabris insiste perché il governo verifichi «la conformità della variante» e faccia conoscere «quali iniziative verranno adottate da parte delle autorità competenti per ricondurre la variante entro i criteri imposti dalla legge al fine di una sostanziale salvaguardia dell’ambiente». La vicenda della palestra delle suore tiene banco da mesi a San Giacomo. Il Comune vuole realizzare il nuovo impianto sportivo a due passi dal monastero, ma c’è l’opposizione delle monache che pretendono una zona di rispetto. La giunta Scottà è decisa ad andare avanti, ma le religiose rimangono ferme nelle loro posizioni opponendo il loro deciso diniego al progetto firmato dell’amministrazione comunale. (f.d.m.)

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