La rinascita di tre documentari d'arte

Come si salvano dei film d'arte di grande valore. Lo si può scoprire stasera, nell'ambito della mostra Gino Rossi e Arturo Martini. Quando l'arte si tace, aperta a Palazzo Bomben fino al 19 marzo. Infatti, nel raccogliere i documenti necessari al progetto, dal Fondo Fotografico della Provincia di Treviso sono emerse tre pellicole di straordinario valore storico e artistico, che Fondazione Benetton Iniziative Culturali ha recuperato affidandone il restauro alla Cineteca di Bologna. Stasera, alle 21, nell'auditorium di Palazzo Bomben, della Cineteca interverranno il responsabile dei restauri, Davide Pozzi, e Andrea Meneghelli, responsabile degli archivi, che comprendono anche quelli della Corona Cinematografica di cui le tre pellicole fanno parte (dal 1º gennaio allegate al catalogo della mostra). Attraverso una visione comparata del «prima» e del «dopo», si potranno seguire le fasi del restauro che ha richiesto l'uso di diverse pellicole per arrivare al master definitivo. La serata proseguirà con la visione di lavori di Paolo Saglietto, il regista ligure autore dei tre cortometraggi restaurati: Un simbolo chiamato Zero, dedicato a Giovanni Comisso; Arte senza pace, su Arturo Martini e Il mio dissenso sulla vita su Gino Rossi e sull'internamento manicomiale (in foto). Oltre a questi, sarà proiettato anche La scoperta dell'allegria, i versi liberi di Aldo Palazzeschi, filmato in cui l'autore si racconta e ripercorre le proprie vicende artistiche. La casa di produzione romana Corona Cinematografica, nata nel 1962, importante centro di produzione di documentari e animazione, ha chiuso nel 1997. Dal 2004 la Cineteca di Bologna ne ha preso in custodia il fondo, per salvaguardarlo e valorizzarlo.