ARCHIVIO la tribuna di Treviso dal 2003

«Giovani e pieni di talento»

 Per la Benetton è stata un’estate con tanti ed importanti cambiamenti, la seconda rivoluzione.... Maurizio Gherardini, ora che sta per iniziare il campionato le cose sono andate come voi speravate? «Siamo contenti della squadra che ne è uscita, ci piace la sua duttilità, il talento, la sua gioventù. Portare a Treviso Zisis, gran talento e cannoniere della Grecia campione d’Europa, Mordente, l’unica novità positiva della nazionale, essere riusciti a trattenere Slokar, seconda scelta Nba, Goree e Bargnani sono tutti obiettivi importanti. Messina e Bulleri non era possibile trattenerli, abbiamo fatto il possibile e l’impossibile per Denis Marconato, la nostra bandiera: non ci siamo riusciti ma nel complesso riteniamo di avere ugualmente un buon gruppo, al quale bisognerà dare il tempo per crescere. Non ho dubbi sulle doti tecniche e morali di ognuno, ho fiducia anche nel contributo dei “veterani” ed in tal senso Soragna, dopo un anno da noi, sarà il leader». Popovic è stata una scelta ponderata, vero Gherardini? «Popovic ha certe caratteristiche e non ne ha altre: se fosse il miglior attaccante ed il miglior rimbalzista posso garantire che non sarebbe da noi. Non credo che vada giudicato negativamente per una partita andata storta come a Bologna, perché allora potrei ricordare il partitone che ha fatto contro il Barcellona e magari chiedermi perché hanno voluto Marconato a tutti i costi... Bisogna avere la pazienza di farlo crescere col gruppo: e Blatt mi sembra molto capace, sta assemblando bene il gruppo». Milano ha sconvolto il mercato: lo farà anche con il torneo? «Non c’è una legge scritta tipo: chi più spende meglio spende e dunque vince. Credo che gli investimenti di Milano e Roma, le due più grandi città italiane, siano un bene, evitiamo però l’esaltazione fine a sè stessa. Sarà un campionato incerto, equilibrato, dove la forbice tra le prime 5-6 e le ultime si è ridotta: ritengo la Fortitudo un po’ migliore delle altre ma Siena, Roma, Milano, noi, siamo lì. Campi caldi sono Napoli, Cantù, Udine, Varese, Roseto. So che la Benetton è in seconda fascia, non ci dispiace ma, ripeto, penso che lo scudetto se lo giocheranno un gruppetto di club. E poi sappiamo bene che non basta vincere la regular season, il titolo andrà a chi si presenterà meglio ai playoff. Ecco perché dico che bisogna vedere come le varie squadre matureranno da qui alla primavera, coppe permettendo». La scorsa stagione le metropoli hanno goduto di una formidabile grancassa mediatica. «Torno a dire: tutti dovremo giocarcela ad armi pari. E’ giusto che Milano e Roma abbiano recuperato i livelli di loro competenza, anzi magari ci fossero anche Firenze, Genova, Torino: interesse, pubblico, audience tivù sono tutti al rialzo. 10 mila spettatori a gara con personaggi, sponsor e giocatori importanti fanno bene a tutto il movimento, ma non lo devono condizionare, ossia non deve accadere come nella Supercoppa dove l’inerzia è girata per alcuni fischi arbitrali: le gare le decidano solo chi gioca». Il basket acquista interesse dappertutto meno che a Treviso. «Forse il basket non è più nel Dna di questa città: Treviso da 15 anni è al top, le vittorie hanno provocato assuefazione. Magari è colpa della tivù, forse non c’è stato ricambio generazionale. Il caro biglietti? Ma se costano come sette anni fa... La Benetton ha uno zoccolo duro che, chiaro, ci teniamo stretto, ma se penso che il Palaverde non è pieno neanche nelle finali, e che l’anno dopo lo scudetto gli abbonamenti erano calati del 15%...».
(Silvano Focarelli)  Luca Sottana. 1.88, guardia, 23 anni. Rampollo di una famiglia di cestisti, è al secondo anno tra i titolari. Quest’anno ha mostrato progressi evidenti, si allena sempre con grande abnegazione ed ha grinta da vendere. Dovrà sudarsi ogni minuto.

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