la tribuna di Treviso — 05 ottobre 2005
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sezione: ECONOMIA
VENEZIA. Cè la Cassa integrazione ordinaria (Cio) sotto lalbero di Natale dei lavoratori addetti alle linee di montaggio dello stabilimento Aprilia di Scorzè. La soluzione, già ventilata alcuni giorni fa in incontri locali con le Rsu, ha trovato conferma nellincontro che cè stato lunedì a Roma tra Rocco Sabelli e Gianclaudio Neri, rispettivamente amministratore delegato e direttore generale del gruppo Piaggio-Aprilia-Guzzi, e i rappresentati sindacali di Fiom Cgil Fim Cisl e Uilm Uil e i delegati degli stabilimenti di Venezia (Aprilia) Pisa (Piaggio), e Lecco (Guzzi). La discussione sul piano di di applicazione della Cio è stata demandata ad un incontro che si terrà ad Unindustria Venezia probabilmente già la prossima settimana. A quanto risulta, il periodo di cassa integrazione sarà compreso tra il 2 novembre e il 23 gennaio e riguarderà, probabilmente a rotazione, parte dei circa 300 dipendenti addetti alle linee di montaggio e alla produzione. I sindacati per ora si esprimono con cautela. «Non cè ancora stata comunicazione ufficiale - spiega Michele Zanocco, segretario provinciale della Fim Cisl - ma è chiaro che dovremo entrare nel merito della proposta che ci verrà presentata». Nei mesi di cassa integrazione, con un intervento stimato in alcuni milioni di euro, lazienda coglierà loccasione per intervenire sulla sede di Scorzè per ristrutturare il lay-out e organizzare in modo diverso la produzione. Già domani, nella sede di Noale, Aprilia illustrerà alle rappresentanze sindacali gli interventi previsti a Scorzè. «Vogliamo capire quale tipo di riorganizzazione hanno intenzione di portare avanti - spiega Adriano Pomiato della Fiom Cgil - e vogliamo discuterla con loro, visto che la riorganizzazione della struttura avrà delle conseguenze anche sul modo di lavorare dei dipendenti». Lazienda formalizzerà la richiesta di Cassa integrazione invocando la congiuntura del mercato. Entro la fine dellanno Aprilia arriverà a vendere circa 110 mila tra scooter e moto, a fronte dei 100 mila del tormentato 2004 ma, lo scorso febbraio, Sabelli ambiva ad arrivare a oltre 130 mila pezzi prodotti. Nel frattempo il mercato italiano delle due ruote continua a perdere colpi. Secondo dati resi noti dal ministero dei Trasporti nei primi 8 mesi del 2005 sono stati immatricolati 340.348 tra moto e scooter a fronte dei 345.854 dello stesso periodo dello scorso anno (- 1,59%). Il panorama delle due ruote diventa più chiaro però analizzando i dati delle immatricolazioni delle moto e degli scooter made in Italy. Le moto sono scese del 13,13% (da 39.139 a 34.002) rispetto ai primi 8 mesi del 2004 mentre le immatricolazioni degli scooter hanno toccato un - 4,10% (da 138.954 a 133.250). Sono in netta contro-tendenza i dati dei mezzi importati, da Germania e Giappone. Le moto straniere arrivate in Italia tra gennaio e agosto del 2004 erano 87.371 a fronte delle 92.198 dello stesso periodo del 2005: +5,52%. E tra le top 20 emergono i brand giapponesi come Honda, Suzuki, Kawasaki, Yamaha, anche se Aprilia conquista la settima posizione con circa 7.200 Sport City 200 venduti nel mercato. E in questo contesto che lazienda lanciata da Ivano Beggio e ora nelle mani di Roberto Colaninno, il cui gruppo si sta preparando alla quotazione in Borsa, mira a diventare uno dei principali player a livello internazionale nel mercato delle moto. Potenziando il marchio di Noale lì dove è stato più carente negli ultimi anni: 750 cc, oltre 1000 cc, pluricilindriche. Lunedì, a Roma, Sabelli ha ricordato ancora una volta ai sindacati che linvestimento per i nuovi modelli di Aprilia sarà di circa 100 milioni di euro nei prossimi 3-4 anni e di 300 milioni, nello stesso periodo, per lintero gruppo Piaggio. Il cui obiettivo è anche quello di svincolare lazienda di Noale, con sinergie di gruppo, da produzioni di aziende competitors: oggi ad esempio la Pegaso 650 e la Rsv 100 vestono rispettivamente motori Yamaha e Rotax.