23 giugno 2005 —
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sezione:
Cronaca
«Per aiutare i malati di Alzheimer la famiglia è la nuova risorsa». Su questo sono tutti daccordo: Usl, Israa e Regione. E proprio per dare un supporto alle famiglie (l80 per cento degli anziani affetti da demenza viene assistito totalmente o parzialmente dai familiari) sono state definite una serie di iniziative utili ad alleggerire il peso delle sofferenze: di malati e dei loro parenti.
Incontri di informazione per le famiglie, Caffè Alzheimer, assistenza psicologica domiciliare e centro di ascolto. Sono questi i progetti di sostegno alle famiglie. In tutto il territorio della Usl trevigiana sono oltre 4100 gli anziani colpiti in varie forme da demenza, dei quali circa il 50% è affetto da Alzheimer. Considerato che sono un migliaio quelli che sono ospitati in strutture residenziali o utilizzano i servizi della rete sociosanitaria, sono circa 3000 le famiglie che vivono lesperienza di assistere un anziano affetto da demenza. Il dato fa prevedere un progressivo aumento di richieste di aiuto, alle quali è necessario dare una risposta non sempre secondo i mezzi dellassistenza tradizionale. LAzienda Uls 9, diretta da Claudio Dario, tramite la Direzione dei Servizi Sociali affidata a Giuseppe Dal Ben, e lIsraa, presieduto da Fausto Favaro, hanno predisposto congiuntamente (parallelamente alla rete medica e assistenziale) unazione sociale, fortemente mirata in senso culturale e psicologico, basata su alcune iniziative di informazione, aggregazione sociale, di sostegno di aiuto reciproco.
Incontri di informazione. Sono previsti una serie di incontri che inizieranno a ottobre. Ai familiari verranno fornite informazioni utili per relazionarsi con la persona malata, conoscere i servizi presenti sul territorio e facilitare la nascita di gruppi di auto-mutuo aiuto. Per favorire la partecipazione dei familiari impegnati direttamente nellassistenza, è stato organizzato un servizio in grado di accogliere e assistere adeguatamente in una sala attigua i malati durante gli incontri.
Alta protezione. Dal 1º luglio sarà attivo un servizio di cura e sostegno domiciliare alle famiglie che assistono le persone malate di demenza.
Cafè Alzheimer. E un luogo di incontro per persone dementi, i loro familiari, i volontari. Tutti soggetti che sotto la guida di un esperto possono parlare della malattia, scambiare esperienze e informazioni sullassistenza. Nato in Olanda, a Leida, nel 1997 è stato ideato dallo psicogerontologo olandese Bere Miesen e si è sviluppato in Germania, Inghilterra, Grecia, Belgio. Considerata la sua collaudata rilevanza nellaprire percorsi comunicativi che portano i protagonisti a uscire da quella sorta di autoesclusione che la malattia provoca nei malati come in chi gli è vicino, è stato ritenuto utile varare lesperienza anche a a Treviso. Il progetto prevede lavvio di un Cafè Alzheimer in ogni distretto sociosanitario.
Centro telefonico di ascolto. Il servizio sarà attivo dal 1º luglio (0422 414522). Composto principalmente da volontari, il servizio è supportato da tecnici che lavorano nei servizi sociali e sanitari. La principale attività del centro è informare le persone che assistono lanziano affetto da demenza sullevoluzione della malattia preparandole ad affrontarla. Sarà possibile inoltre a tutti i cttadini, avere informazioni per una conoscenza più ampia della malattia e delle sue conseguenze, ricevendo informazioni sulla rete dei servizi, sui diritti del malato, sulle pubblicazioni che trattano di demenza.