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Palestra delle suore: è guerra

 VITTORIO VENETO. E’ guerra delle firme a San Giacomo. Il consiglio di quartiere ha iniziato la raccolta per sollecitare la palestra. E per stoppare gli effetti della petizione popolare organizzata da Luigi Villanova. «Le nostre firme erano a difesa delle suore, non contro la palestra» risponde Villanova al presidente Bassetto che lo accusa di non volere l’impianto sportivo.
 Le firme di Villanova sono riuscite a stoppare la procedura autorizzativa della palestra, da parte della Regione, finché non ci sarà un sopraluogo della commissione che dovrà dare il benestare (non prima di fine primavera). Quelle in raccolta da parte della circoscrizione sono di segno opposto. Pesante l’accusa del presidente del quartiere, Bassetto: «Villanova di fatto rischia di far saltare un impianto che tutti gli abitanti di San Giacomo chiedono da tempo». «La nostra azione di protesta - replica Villanova - era rivolta alla soluzione urbanistica prospettata dal progetto dell’architetto Snozzi, con il conseguente coinvolgimento della struttura del monastero, e non relativa alla sola costruzione di una palestra o meglio del palazzetto dello sport. Comunque, dato che il comitato è stato coinvolto specificatamente sul tema della costruzione del palazzetto dello sport in San Giacomo, ci si chiede come mai sia nata la necessità di una struttura così complessa e in una zona isolata e vicino all’area industriale, dopo che nel 2002 era stata progettata e approvata la realizzazione di un fabbricato analogo in un sito più centrale (l’area dell’attuale scuola elementare) e adeguato alle esigenze dei futuri fruitori». Secondo Villanova e il comitato spontaneo di cittadini che hanno raccolto 800 firme, c’è dunque un’alternativa per la palestra rispetto al sito prescelto; «basta avere la volontà politica - affermamo i diretti interessati - e il coraggio di insistere con questa soluzione». Per il consiglio di quartiere, invece, di tempo ne è trascorso fin troppo e i sangiacomesi sono stanchi di aspettare. Oggi la soluzione tecnicamente più percorribile è quella scelta dall’amministrazione comunale e votata in consiglio. Villanova insiste con maggiore forza sul progetto-Snozzi, complessivamente inteso. «I progetti presentati per riqualificare il centro di San Giacomo - spiega - trasformano l’utilizzo di edifici di pregio artistico e architettonico, come le barchesse del monastero, intaccando irrimediabilmente l’unico polmone verde a ridosso della zona industriale e della trafficata statale di Alemagna. Non solo, le proposte avanzate compromettono definitivamente la permanenza del complesso monasteriale che da quasi cent’anni è presente nel quartiere e rappresenta un patrimonio culturale, storico, religioso irrinunciabile e che si ritiene, invece, debba essere protetto». Dal fronte opposto arriva una precisazione: «Siamo i primi a volere che restino le monache di clausura e proprio per questo la palestra è stata situata in un luogo isolato rispetto al monastero». Ieri, intanto, il sindaco Giancarlo Scottà ha ripreso in mano il progetto per verificare se sono possibili ulteriori ammortizzatori ambientali.
(Francesco Dal Mas)

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