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Psichiatri dirottati a Mogliano, scatta l’emergenza all’Usl 9

 E’ emergenza medici psichiatri nei centri di salute mentale dell’Usl 9. Per coprire tre posti vacanti (su quattro) del centro di salute mentale di Mogliano, sono stati trasferiti due medici dai servizi di Treviso-centro e Treviso-Nord, provocando la rivolta dei pazienti smistati tra gli altri specialisti. Si fa interprete del disagio l’Aitsam (Associazione italiana Tutela Salute Mentale) che denuncia la cronica carenza di risorse destinate dall’Usl 9 ai malati psichiatrici. «Non si possono togliere i medici da una parte per tappare i buchi dall’altra - denuncia la presidente Tali Mattioli Corona - Così si finisce con l’allungare le liste di attesa peggiorando il servizio. L’Usl 9 dovrebbe attivare meccanismi rapidi per trovare i medici necessari alle sostituzioni. Far cambiare specialista in continuazione ad un malato mentale significa annullare il percorso fatto, provocando disagi che possono compromettere il percorso riabilitativo». Per il primario Giuseppe Pullia si tratta di un’emergenza temporanea. «Non potevo lasciare un centro di salute mentale con un solo medico - spiega - quindi ho spostato due specialisti da altri centri con maggiore disponibilità. Intanto la direzione dell’Usl ha già indetto il concorso per una nuova assunzione e ha assunto un medico in libera professione per 30 ore. La cura dei pazienti sarà garantita dagli altri componenti dell’èquipe. Anche se trasferito, uno specialista che lo ritenga opportuno, può continuare a seguire i propri pazienti anche se di un altro distretto». La protesta però dilaga. L’emergenza di Mogliano è la goccia che fa traboccare il vaso. Da più parti si chiede maggiore attenzione alla Psichiatria, investimenti e migliore organizzazione del personale. L’Usl 9 da anni sta cercando di organizzare il settore, ma le nomine dei quattro nuovi primari che dovrebbero sovrintendere alla organizzazione dei servizi nei distretti si fa attendere. Il Centro di Salute Mentale Treviso-Nord aspetta una sede idonea, l’attuale collocazione all’interno dell’ospedale Ca’ Foncello è fuori norma. «Siamo di fronte ad una situazione non più sostenibile dai malati - sottolinea Tali Corona - nonostante l’impegno di infermieri e assistenti sociali l’assistenza non garantisce i livelli minimi regionali». Il consiglio di dipartimento, ha accolto martedì, la proposta dell’Aitsam di inviare un documento tecnico-informativo e di denuncia all’Usl 9 e alla conferenza dei sindaci. «Perché anche i politici devono prendere una posizione».
 Sono oltre 3.200 i pazienti seguiti dall’Usl 9: il 56% ha un’età compresa tra i 35 e i 65 anni, nel 2001-2002 si sono registrati nel territorio dell’azienda sanitaria 44 suicidi.(m.s.)