Pasa: «Sogno di giocare a fianco di mio figlio»

MONTEBELLUNA. Quarant'anni e non sentirli, provando ancora la gioia della partita e della preparazione settimanale. Daniele Pasa è il punto di riferimento in mezzo al campo di un Montebelluna che si avvicina a piccoli passi alla vetta del girone C di serie D, come conferma la vittoria esterna conseguita domenica per 2-1 sul terreno dell'ex capolista Itala San Marco.
Pasa, con una ripresa strepitosa, ha trascinato i suoi compagni al successo, bravi a rimontare nell'ultimo quarto d'ora il vantaggio, conseguito nel primo tempo, dai giuliani. Pasa è un vero capitano, esempio per i più giovani, uno che non tira mai indietro la gamba e che lotta come un leone a dispetto dell'età e di una carriera che lo ha visto toccare con l'Udinese per tre stagioni la A e poi tanta B con le maglie di Parma, la stessa Udinese, Padova, Salernitana, Fidelis Andria, Treviso e Genoa. 472 gare tra i professionisti con il corollario di ben 95 reti. Da quattro stagioni calca i palcoscenici della D: due campionati nel Pordenone, l'ultimo nel Bassano, disputando 31 partite e segnando 6 reti. Quest'estate aveva deciso di smettere, poi il richiamo della casa madre Montebelluna, la società della città dove è nato il 2 aprile del '65 e dove risiede. «Dopo sei stagioni - confessa Lele - nelle quali soltanto in estate decidevo se continuare, nonostante i precedenti propositi di abbandono, a luglio mi ero convinto ad iscrivermi a Coverciano al corso di allenatore di 2ª categoria e di attaccare le scarpe al chiodo. Avevo ricevuto delle interessanti proposte per sedermi in panchina ed ero tentato dalla nuova avventura».
«Poi una mattina mi ha telefonato il presidente del Montebelluna, Gino Montagner, e mi ha convinto a giocare ancora una stagione. Gli ho detto di si, anche perchè nel settore giovanile della società, gioca mio figlio Simone, dieci anni. Mi piacerebbe un giorno disputare qualche partita in prima squadra al suo fianco, sarebbe bello, ma credo che smetterò prima... La nostra è una squadra di giovani, con il sottoscritto ed Antonio Tessariol, altro quarantenne, nel ruolo delle chiocce. Cerco di mettermi al servizio dei compagni, aiutandoli a crescere anche dal punto di vista dell'esperienza, non solo da quello tecnico o tattico. In questa categoria ogni domenica debbono giocare quattro fuoriquota obbligatoriamente».
Il Montebelluna, vincitore della passata stagione dell'Eccellenza, al termine di un appassionante duello con il San Donà, vuole recitare il ruolo della matricola terribile. «Si tratta - ammette Pasa - di un girone equilibrato, con una leggera supremazia delle friulane Tamai ed Itala. Nonostante la buona classifica, il nostro obbiettivo è quello di una tranquilla salvezza, unita al lancio dei giovani, in linea con quelle che sono le tradizioni societarie del Montebelluna».