L'addio a monsignor Toniolo

PIEVE DI SOLIGO.«Non vorrei morire prima di poter venerare il nonno sugli altari». Lo diceva da anni monsignor Agostino Ferrari Toniolo, nipote di Giuseppe, il primo sociologo cattolico, di cui è stata introdotta la causa di beatificazione. Ma il diplomatico vaticano, nato anche lui a Pieve di Soligo, 87 anni fa, non ce l'ha fatta a pregarlo almeno come beato.
Per il momento Giuseppe Toniolo resta un «servo di Dio». Ferrari Toniolo è morto sabato scorso ad Albano, vicino a Roma. Oggi, alle 15, i solenni funerali, a Pieve di Soligo, presieduti dal patriarca emerito di Venezia, il cardinale Marco Cè, che concelebrerà con monsignor Giuseppe Zenti, vescovo di Vittorio veneto, il suo predecessore monsignor Alfredo Magarotto, da poco rientrato dal Brasile, e Andrea Bruno Mazzoccato, vescovo di Treviso.
Monsignor Ferrari Toniolo sarà sepolto nella chiesa di San Martino, che sovrasta il cimitero di Pieve, accanto alla nonna.
Il nonno, invece, ha la tomba nell'arcipetrale di Pieve. Ferrari Toniolo ha ricoperto per molti anni il ruolo di Osservatore permanente della Santa Sede presso le organizzazioni e gli organismi delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (tra queste la FAO).
E' stato, inoltre, docente presso la Pontificia Università Lateranense. Ordinato sacerdote nel 1941, Ferrari Toniolo aveva operato a lungo a Venezia, dove è ricordato soprattutto per il suo grande impegno nella Fuci (organizzazione degli universitari cattolici) e per essere stato cancelliere patriarcale a Venezia prima di assumere altri incarichi a livello nazionale e in Vaticano.
Ha collaborato a lungo con il papa Giovanni XXIII, mettendo mano a due encicliche fondamentali della Chiesa, «Mater et magistra» e «Pacem in terris».
Un documento pontificio, quest'ultimo, che rappresenta la pietra miliare del pontificato del «Papa buono» e dell'azione della Chiesa nel mondo, a favore soprattutto della pace. Un'enciclica su cui ha lavorato anche un altro trevigiano, il cardinale Pavan.
«A Pieve di Soligo monsignor Ferrari Toniolo veniva spesso - racconta monsignor Massimo Magagnin, del Comitato per la canonizzazione di Toniolo - l'ultima volta era stata due anni fa. Era stato, in precedenza, a Treviso, insieme al governatore di Bankitalia, Fazio, sempre per far memoria del nonno».
«Anche in quella circostanza - testimonia ancora Magagnin - Ferrari Toniolo aveva espresso il desiderio, prima di chiudere gli occh, di venerare sugli altari il nonno».
Il nipote (figlio di una figlia del sociologo-economista) era infatti profondamente convinto della santità di Giuseppe Toniolo. Ne sposava in pieno analisi e prospettive. Tra l'altro, era stato il nonno ad «inventare» le settimane sociali dei cattolici.
Ed è stato il nipote a portarle avanti per lunghi anni, additando come insegnamento ispiratore quello dello studioso pievigino.
Quando Papa Giovanni XXIII lo fece vescovo, gli raccomandò di 'portare a buon termine" la causa di beatificazione del nonno».
Probabilmente Ferrari Toniolo si porterà appresso, a Pieve di Soligo, anche i ricordi di Giuseppe.
Almeno questa è la speranza di monsignor Magagnin e degli altri componenti il comitato. «Stiamo attrezzando un museo su Toniolo e li dentro potrebbero trovare degna accoglienza anche queste testimonianze».
(Francesco Dal Mas)